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Medici di famiglia in servizio fino a 72 anni: la novità nel dl Pnrr approvato alla Camera

Il decreto Pnrr, approvato alla Camera, contiene una norma che proroga fino al 31 dicembre 2027 la possibilità per medici di medicina generale e pediatri di continuare a lavorare fino a 72 anni, su base volontaria.
A cura di Annalisa Cangemi
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Immagine di repertorio
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Medici di base al lavoro fino a 72 anni, per coprire i vuoti d'organico nella sanità. Dopo l’intervento del Milleproroghe, con il decreto Pnrr, che dopo l'ok della Camera arriverà la prossima settimana in Senato per la seconda lettura, viene prorogata di un altro anno, fino al 31 dicembre 2027, la possibilità per le Asl di trattenere in servizio, a richiesta degli interessati, il personale medico in regime di convenzionamento col Servizio sanitario nazionale in deroga ai limiti previsti per il collocamento in quiescenza, fino al compimento di 72 anni di età.

Il decreto Pnrr è stato approvato ieri a Montecitorio con 145 voti favorevoli e 62 contrari (quattro gli astenuti) con un testo identico a quello licenziato dalla commissione Bilancio. Il provvedimento con le ‘Ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e in materia di politiche di coesione’ dovrà essere convertito in legge entro il 20 aprile.

Medici di famiglia in servizio fino a 72 anni

La norma, che consente ai medici di base di rimanere in attività fino ai 72 anni di età, è su base volontaria. Nel testo si specifica infatti che la misura è prevista solo "a richiesta degli interessati", e riguarda medici di famiglia, pediatri e guardie mediche, figure impiegate in settori dove la carenza di personale si fa sentire di più.

L'ultimo rapporto Gimbe dice che mancano in Italia oltre 5.700 medici di medicina generale rispetto al numero che sarebbe necessario. Tra il 2019 e il 2024 oltre 5mila unità hanno lasciato il lavoro per effetto dei pensionamenti anticipati ma anche a causa di un calo di attrattività della professione che rischia di aumentare la carenza nei prossimi anni.

La norma per i medici di base segue quella, approvata lo scorso febbraio nel decreto Milleproroghe, riservata ai medici ospedalieri, ad eccezione dei professori universitari che esercitano attività clinica. In questo caso slitta al 31 dicembre 2026 la possibilità per le Asl di trattenere in servizio i professionisti su base volontaria fino al compimento del 72esimo anno d'età.

Stabilizzazione dei precari della Sanità

Inoltre, per quanto riguarda il personale sanitario, è prevista una finestra straordinaria per la stabilizzazione dei lavoratori precari, sempre con l'obiettivo di accorciare le liste d'attesa. Le aziende del Servizio sanitario nazionale potranno riservare fino al 50% dei posti nei concorsi a chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio negli ultimi cinque anni con contratti flessibili, mentre per chi ha lavorato almeno 24 mesi con contratti a tempo determinato (ed era entrato tramite concorso) è prevista la possibilità di un reclutamento diretto attraverso procedure semplificate. Queste assunzioni però non potranno superare il 30% del fabbisogno programmato nel triennio e dovranno essere realizzate senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Tutta la procedura dovrà essere ultimata entro il 31 dicembre 2026.

Altra novità in materia di sanitaria, riguarda poi il telemonitoraggio dei pazienti oncologici. "Al fine di garantire una presa in carico tempestiva dei pazienti oncologici, le Regioni attuano un servizio di telemonitoraggio e teleconsulto del paziente oncologico", si legge nella norma secondo cui il servizio di telemonitoraggio e teleconsulto "è attuato dalle Regioni in ogni provincia del proprio territorio in cui sia stato già finanziato un servizio di telemedicina".

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