L'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, rischia il processo sui casi delle navi umanitarie Open Arms e Mare Jonio. La procura di Palermo, infatti, ha trasmesso al Tribunale dei ministri il fascicolo sulla mancata concessione di un porto sicuro alla nave della Ong spagnola e sulla "conseguente privazione della libertà personale in pregiudizio di numerosi migranti giunti nelle acque di Lampedusa", come si legge nell'atto giudiziario.

Il reato sarebbe stato commesso fra lo scorso 14 e 20 agosto 2019, quando alla nave della Ong spagnola fu negata l’autorizzazione allo sbarco di 164 migranti tratti in salvo al largo delle coste libiche. Alla notizia dell'indagine a suo carico, Salvini aveva commentato: "Altra indagine, altro processo per aver difeso i confini, la sicurezza, l’onore dell’Italia? Per me è una medaglia! Rifarei e rifarò tutto. Stamattina mi sono alzato bene perché ho scoperto che la Procura di Agrigento mi ha indagato per sequestro di persona perché ho difeso i confini del mio paese. Dico ai magistrati di Agrigento che lo rifarei domani mattina". Il leader della Lega aveva anche aggiunto: "Chiederò conto di quanto costano queste indagini, quanto tempo stanno perdendo e quanto denaro pubblico degli italiani stanno spendendo per indagare o perseguitare Matteo Salvini come pericoloso sequestratore. Penso che ad Agrigento o in Sicilia ci siano delinquenti veri o reati ben più gravi da perseguire che non andare a contestare politicamente una scelta che è quella di difendere i confini".

A Salvini è stata anche notificata l'apertura di un procedimento su querela della Ong Mediterraea: la procura di Roma "ha richiesto al collegio per i reati ministeriali di voler procedere ad accertamenti e indagini" per le accuse di calunnia e diffamazione. L'ex vicepresidente del Consiglio ha subito commentato sui suoi canali social: "Ma in alcuni Tribunali non hanno problemi più importanti di cui occuparsi? Quando tornerò al governo, rifarò esattamente quello che ho fatto: i confini sono sacri, punto".