Il tema dei dazi è al centro dell’incontro tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Accolto alla Casa Bianca, il capo dello Stato rivolge subito un chiaro messaggio nei confronti dell’amministrazione statunitense: “Mi sembra preferibile confrontarsi subito e tenere conto delle diverse posizioni. L'alternativa è il rischio di metterci su una strada che in ogni caso necessiterà di un punto d'incontro e allora tanto vale cercarlo subito”. L’augurio di Mattarella è quello di “trovare un metodo di confronto collaborativo che eviti una spirale di ritorsioni. E bisogna cercarlo subito”.

La posizione di Mattarella è certamente distensiva: “A me sembra che sia preferibile, nello spirito transatlantico, incontrarsi e confrontare posizioni, trovare insieme una soluzione che tenga conto delle reciproche esigenze e delle ragioni. L'alternativa è imporre dazi che porterebbero reazioni per poi trovarci tra qualche mese ai provvedimenti Wto sui finanziamenti alla Boeing. Questo rischia di metterci su una strada che poi renderà indispensabile un punto d'incontro e un'intesa. Quindi tanto vale cercarla subito”.

Mattarella esprime soddisfazione per l’incontro di oggi, ritenuto “all'insegna della conferma della grande amicizia che si esprime nel rapporto transatlantico, ma che ha basi storiche e umane particolarmente importanti”. Dal canto suo, anche Trump ritiene che le relazioni “tra l’Italia e gli Stati Uniti non sono mai state così buone come adesso”. Il presidente degli Stati Uniti, però, parla anche di dazi: “L'Unione europea deve evitare ritorsioni per i dazi Usa. I dazi non sarebbero una ritorsione, perché l'Unione Europea ha già ottenuto dei vantaggi, si è approfittata dei precedenti presidenti” statunitensi, a giudizio di Trump. Il presidente degli Stati Uniti assicura che Washington valuterà "le rimostranze" dell'Italia sui dazi, rispondendo alla richiesta di Mattarella di trovare un confronto collaborativo per evitare ritorsioni.

Lo scontro sulla Nato e la questione siriana

Al termine del colloquio tra i due, Mattarella e Trump hanno incontrato la stampa scontrandosi su alcuni temi, come quello dei contributi alla Nato. Trump ricorda che l’Italia “paga solo l’1% delle spese e non il 2%, queste spese dovrebbero aumentare”. Ma Mattarella ricorda al presidente degli Stati Uniti che l’Italia è il secondo contributore in termini di truppe e il quinto in totale nella Nato: “Contribuiamo in maniera intensa e con efficacia alle operazioni Nato coadiuvando l'impegno dell'Alleanza. Siamo il quinto contributore Nato e il secondo in termini di forze e di militari”. Altro tema è quello degli F35, con Trump che annuncia che l’Italia ha appena acquistato 90 nuovi caccia F35, ritenendo che il programma “procede bene”.

C’è poi il tema dei migranti, su cui Trump sostiene Roma, affermando che “l’Italia non vuole i confini aperti e gli Usa neanche. L'Italia è leader nella lotta all'immigrazione illegale”. Per Trump l’Ue deve aiutare l’Italia che sta “cercando di combattere l’immigrazione clandestina”. Per quanto riguarda la situazione in Siria e l’offensiva turca, Mattarella ribadisce la condanna dell’Italia: “La soluzione non sta nelle sanzioni, che saranno inevitabili se l'attacco continua; la soluzione è nel ritiro”. Mentre Trump parla dei curdi, sostenendo che quelli del Pkk sono “probabilmente una minaccia terroristica maggiore dell'Isis”.