Madrina della polizia e consulente alla Camera: gli incarichi di Claudia Conte sono un caso per Piantedosi

Sta facendo parecchio parlare di sé Claudia Conte, la giornalista 34enne che oggi ha rivelato di avere una relazione con il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Conduttrice televisiva, scrittrice e opinionista, è spesso ospite di salotti tv ed eventi in cui tratta temi cari alla destra di governo: forze dell'ordine, contrasto alla mafia e sicurezza. Tanto da condurre, da settembre 2025, un programma tutto suo – La Mezz'ora Legale, in onda dalle 23.30 a 00.00 su Rai Radio 1 – dedicato alla "cultura della legalità". Non solo, a quanto si apprende, lo scorso febbraio la giornalista è stata nominata consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie alla Camera.
Nata a Cassino, in provincia di Frosinone, nel 1992, Claudia Conte intraprende inizialmente la carriera di attrice per poi concentrarsi, in un secondo momento, sul giornalismo e l'attualità. Nella biografia del suo sito web si legge: "Giornalista, scrittrice, conduttrice ed opinionista tv, da sempre attenta ai diritti umani e impegnata nel contrasto alle mafie. La sua mission è: creare un network tra gli stakeholder del Paese affrontando le tematiche di Sviluppo Sostenibile e Responsabilità Sociale (Agenda ONU 2030) al fine di creare un'Italia migliore per le future generazioni".
Portavoce dell'Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile (ente che ha attive collaborazioni istituzionali), ha persino ricevuto il premio Oscar dei giovani in Campidoglio ed Eccellenze Italiane in Senato e prodotto, assieme alla Rai, un documentario dal titolo L'Onda Maledetta, Vittime ed Eroi (2024) in cui racconta l'alluvione dell'Emilia-Romagna "attraverso le testimonianze di chi è stato in prima linea in quelle lunghe ore."
Non solo. Nella sua biografia dice di essere "volto e producer di grandi eventi in collaborazione con Ministeri, Ambasciate, Regioni e Comuni, Santa Sede ed Enti del Terzo Settore come Fondazione Bambino Gesù, Fondazione della Shoah, UNICEF, Comunità di Sant'Egidio…". E infatti la donna vanta un gran numero di presenze ad eventi istituzionali, ormai già da diverso tempo.
A giugno 2024 presentava il suo libro "La voce di Iside", incentrato sul disagio giovanile, presso la Scuola di perfezionamento per le forze di polizia di Roma e alla presenza dell'ex direttore della Dia, Maurizio Vallone. D'altronde quello con le forze dell'ordine è un rapporto speciale. Solo due mesi prima, ad aprile, la donna faceva da madrina alla Festa della Polizia organizzata a Frosinone per il 172esimo anniversario del corpo.
"Sono figlia di un poliziotto, Francesco, in servizio proprio a Frosinone. Ricordo i sacrifici fatti sin da quando ero bambina, tutto il suo impegno per lo Stato", raccontava. "Sono donne e uomini che si impegnano a servizio dello Stato. Mi spiace se ci sono strumentalizzazioni quando sono chiamati a gestire situazioni difficili. Spesso si respira un clima di odio. I poliziotti vengono riempiti di insulti durante le manifestazioni e i cortei. Loro però riescono a mantenere l'ordine pubblico", diceva. "Deve sparire il clima d'odio contro le forze dell'ordine per colpa di poche ‘mele marce'". E sulle donne aggiungeva: "Sono contro le quote rosa e l'ultrafemminismo".
La conoscenza con Piantedosi però risale a parecchio tempo fa. Nel 2021, prima di salire a Chigi, l'allora prefetto di Roma presenziava nella Sala del trono di Palazzo Altieri all'evento di presentazione del suo libro "La Legge del cuore, storia di assassini, vigliacchi ed eroi" in qualità di relatore. Con tanto di patrocinio del ministero della Cultura.
Un legame che è maturato nel tempo fino a trasformarsi in qualcosa di più di una semplice amicizia (sebbene il ministro risulti sposato col prefetto Paola Berardino). Parlando con il conduttore di Radio Atreju Marco Gateani, ospite di Money Talks, la giornalista ha risposo così alla domanda sulla presunta liaison con Piantedosi: "È qualcosa che non posso negare, ma sono molto riservata".
Ma il rapporto con il Viminale non si ferma qui. Lo scorso maggio Claudia Conte ha moderato un convegno, dal titolo "Il servizio di soccorso pubblico e la comunicazione ai tempi dei social media", per il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile. Ancora, a novembre, ha presentato il suo ultimo libro ad un evento organizzato assieme alla prefettura di Caltanissetta. Stessa cosa a maggio 2024, ma con la prefettura di Pistoia. Entrambi gli eventi ben pubblicizzati sul sito del ministero.
Sui suoi social spuntano foto con personaggi politici e volti istituzionali, tra cui il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ospite di una puntata del suo programma radiofonico. Assieme a video come lo spot per il G7 energia, organizzato dal ministero guidato da Pichetto Fratin ad aprile 2024, in collaborazione con la viceministra Vannia Gava.
Infine come anticipato da Repubblica, appena due mesi fa, il 12 febbraio, è arrivata la nomina a consulente della Commissione d'inchiesta alla Camera. La consulenza sarebbe a tempo parziale e a titolo gratuito. Nel comunicato pubblicato il giorno dell'assegnazione si legge: "l'incarico si inserisce in un percorso professionale da anni orientato all’analisi delle dinamiche sociali e delle fragilità giovanili, con particolare attenzione ai fenomeni di marginalità, disagio e vulnerabilità che interessano i contesti urbani più complessi".
Nel suo ruolo di consulente, "Claudia Conte contribuirà all’approfondimento del disagio sociale e giovanile nelle aree periferiche, alla mappatura delle condizioni di degrado urbano e abitativo e all’elaborazione di proposte e strategie finalizzate alla rigenerazione territoriale. Il suo apporto sarà volto a favorire modelli di intervento capaci di promuovere inclusione sociale, prevenzione del disagio e valorizzazione delle risorse locali".
Dopo la nomina, la giornalista ha ringraziato il presidente della Commissione, il deputato di Forza Italia, Alessandro Battilocchio: "Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità consapevole che le periferie rappresentano non solo luoghi di fragilità, ma anche spazi ricchi di energie e potenzialità. Analizzare il disagio sociale e giovanile significa ascoltare le comunità, valorizzare le buone pratiche e costruire percorsi concreti di inclusione e rigenerazione. Credo fortemente nella collaborazione tra istituzioni e territorio come strumento fondamentale per generare cambiamenti reali e duraturi".
Ora che però la sua relazione con Piantedosi è venuta alla luce gli incarichi della donna potrebbero essere un caso per il ministro e c'è chi già parla di nuovo affaire in stile Boccia-Sangiuliano.