L'effetto Grillo non ha avuto l'effetto desiderato: se Di Maio pensava che essere appoggiato pubblicamente (di nuovo) in video dal fondatore del Movimento 5 Stelle bastasse per placare gli animi interni si è sbagliato di grosso. La discussione sulla mancanza di un metodo decisionale democratico interno continua senza sosta. Sul punto abbiamo intervistato il Senatore M5S Emanuele Dessì.

Senatore Dessì, innanzitutto com'è l'aria all'interno del M5S dopo il video di Grillo che ribadisce che il "capo politico" del Movimento è Luigi Di Maio?

Identica. Purtroppo l’intervento di Grillo, per quanto tendesse a essere risolutore, non lo è stato. Non è con l'invito al silenzio e a non rompere i coglioni che si risolvono i problemi. Si risolvono nel modo opposto: discutendoli e sviscerandoli. L'organizzazione dei facilitatori così com'è pensata non funziona, non è un'organizzazione di partito: ci sarebbero dentro parlamentari, sindaci, tutte persone che già fanno parte del Movimento. Lo sforzo deve essere quello di metterli in rete e coordinarli e di diventare capaci di ricevere contributi da tutti.

Quindi il problema non è Di Maio?

Il problema non è Di Maio ma la nostra organizzazione: gli altri sono strutturati, nascono su quella matrice e poi partoriscono un leader e poi rinnovarlo. Noi lasciamo da un leader che ha regalato ai militanti un "sistema". Il leader era Grillo, altri facciamo fatica a riconoscerli. Di Maio ora si è ulteriormente indebolito, ha avuto bisogno di qualcun altro per legittimarsi. Nessuno dice che non sia capace ma è impossibile svolgere tutti i ruoli che lui svolge. In tutto questo la frittata l’ha fatta Beppe che nella fretta di dare una svolta ha messo nelle mani di Di Maio l’unica cosa che a lui non piace: dialogare con un mondo che a lui non piace e che si è ritrovato dopo la coltellata di Salvini. E questo percorso lo sta facendo con poca convinzione e con poca passione.

Quindi come dice Grillo "discussione chiusa"?

Il fatto che dopo una cosa del genere non ci sia un rilancio ma ci sia un silenzio mi deprime ancora di più. Beppe dovrebbe aprire una nuova discussione. Ci si è chiusi a riccio per vedere chi ha ragione e chi ha torto ma qui bisogna "fare" e bisogna farlo in fretta.

Sulle regionali Di Maio ha chiuso qualsiasi alleanza con il PD invocando lo statuto del Movimento…

Quando fa comodo si mette davanti lo statuto oppure Rousseau. Bisogna fare delle scelte, capire dove andare e come farlo: arrivare con una presa di posizione non è logico. Che cosa porta? Qualcuno ha fatto un sondaggio? Qualcuno ha chiesto? Qualcuno ha parlato con il Pd? No. Io questo non sopporto più questi assolutismi senza discussione di gruppo. Almeno che ci sia un metodo e che non sia il metodo del “se fà così”. Gli statuti sono fatti per cambiarli, altrimenti saremmo ancora con gli statuti Albertini. Non contesto la scelta. Io discuto il metodo.

Ci si deve aspettare qualche reazione dai gruppi parlamentari?

Io spero che la reazione sia di trovare spazi di discussione ampi in cui ognuno dica la sua. Io sono per la democrazia diretta. Si vota. Si prende un tema, si discute e si vota. Chi riesce a attrarre su di sé il consenso su una decisione è un leader. Un leader si vede su questo.

Qualcuno dice che la soluzione sia Di Battista. Che ne pensa?

Qui siamo al solito discorso: Di Maio e Di Battista sono due persone stupende ma Di Battista avrebbe gli stessi problemi. Se manca il metodo ci puoi mettere anche Padre Pio.