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L’Ue smonta Nordio sull’abuso d’ufficio, è reato: l’Europarlamento approva la direttiva anticorruzione

La direttiva anticorruzione appena approvata dal Parlamento Ue stabilisce che l’abuso d’ufficio, abrogato dal governo nel 2024, è reato. L’Italia quindi potrebbe trovarsi costretta a reintrodurlo nell’ordinamento. M5S: “Altra batosta per Nordio”. FdI: “Falsità, il governo ha votato a favore”.
A cura di Giulia Casula
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Dopo la sconfitta sulla riforma della giustizia, il ministro Nordio ha ricevuto un altro duro colpo, stavolta dall'Ue. Il Parlamento europeo ha dato il via libera con 581 voti a favore 21 contrari e 42 astenuti alla direttiva anticorruzione. La normativa stabilisce i casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue. Tra questi l'esercizio illecito di funzioni pubbliche, l'equivalente dell'abuso d'ufficio abrogato dal governo Meloni nel 2024. Ora la direttiva chiede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per fare in modo che "costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall'esecuzione o dall'omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico".

Cosa prevede la direttiva anticorruzione Ue e cosa dice sull'abuso d'ufficio

Il nuovo quadro mira a introdurre sanzioni comuni a livello europeo e colmare le lacune presenti nei singoli Stati membri. La Commissione aveva presentato la sua proposta nel 2023. In particolare l'articolo 11 della direttiva, dedicato all'abuso d'ufficio era stato modificato dal Consiglio lasciando agli Stati membri la facoltà di inserire o meno il reato nel loro ordinamento. Successivamente, a seguito di nuove interlocuzioni con il Parlamento, il testo è stato ricambiato.

Ora la norma prevede che gli Stati membri "adottano le misure necessarie per garantire che almeno alcune gravi violazioni di legge commesse da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni, mediante l'adempimento o l'omissione di un atto, siano punibili come reato penale, qualora siano commesse intenzionalmente. Gli Stati membri possono limitare l'applicazione del presente articolo a determinate categorie di pubblici ufficiali". La direttiva dunque lascia un certo margine di manovra, ma andrà necessariamente attuata da tutti i Paesi Ue.

La questione riguarda direttamente l'Italia, che nel 2024 ha eliminato il reato dell'abuso d'ufficio. "Se vedo ai voti all'interno del Consiglio Ue, l'Italia ha votato a favore di queste regole. Quindi spero che la direttiva sia applicata", ha detto la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola. "L'Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell'ambito dell'abuso di ufficio". ha sottolineato la relatrice Raquel Garcia Hermida. "Il mandato è molto chiaro".

Conte: "Altra bastota per Meloni e Nordio", Pd: "Ennesimo schiaffo"

Sul fronte interno sono già scattate le polemiche. "È arrivata un'altra batosta per Meloni e Nordio sulla giustizia. Il governo italiano sarà costretto a fare retromarcia sulla cancellazione dell'abuso di ufficio", ha commentato il presidente del M5s Giuseppe Conte. "In pratica, Meloni e Nordio che avevano cancellato questo reato per privilegiare politici e colletti bianchi che abusavano del proprio potere nei concorsi e nelle gare pubbliche, adesso dovranno reintrodurlo", ha spiegato. "Il governo italiano ha provato sino all'ultimo a contrastare l'iter di questa direttiva, ma si è trovato isolato in Europa. "Dopo i 15 milioni di voti che hanno cancellato la riforma salva-casta e mandato a casa Santanchè, Delmastro e Bartolozzi un altro fallimento, un'altra figuraccia. Nordio dovrebbe prenderne atto e trarne le conseguenze, visto che è una riforma che ha voluto lui. E Meloni anziché continuare a fare leggi per salvare politici e potenti dopo quattro anni dovrebbe battere un colpo per le vere emergenze del Paese, per le difficoltà delle famiglie e delle imprese. Il tempo è scaduto!", ha chiuso.

"Con il voto sull'esercizio illecito delle funzioni pubbliche, che è abuso d'ufficio, rimarginiamo una ferita non solo in Europa, ma anche in Italia. Oggi qui non si è votata solo la direttiva anticorruzione, ma anche la sfiducia al governo italiano e al ministro Nordio, che nel 2024 con una legge a suo firma ha cancellato l'abuso d'ufficio nel nostro paese", ha dichiarato l'eurodeputato pentastellato Giuseppe Antoci, unico relatore italiano della direttiva. "Quello di oggi è un segnale fortissimo: non ci saranno più zone franche in Ue e nessuno spazio per la corruzione, che si infiltra come criminalità organizzata negli appalti; allo stesso modo, un funzionario pubblico non potrà abusare della sua posizione per far vincere un concorso a una ragazza o una nipote al posto di una persona che merita effettivamente", ha aggiunto Antoci.

L'abuso d'ufficio "rientra di fatto dalla porta principale, smentendo l'intera linea del governo Meloni che nel 2024 aveva scelto di abolire quel reato", ha dichiarato l'eurodeputato Pd Sandro Ruotolo. "Tra lo stop della Corte costituzionale sull'autonomia differenziata, la bocciatura del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e le dimissioni della ministra Daniela Santanchè, insieme a quelle del sottosegretario Delmastro e della capa di gabinetto di via Arenula Giusi Bartolozzi, si profila oggi una vera e propria Caporetto politica per il duo Meloni-Nordio", ha aggiunto.

Secondo Ruotolo, la direttiva parla chiaro: "all'articolo 11, sotto la definizione di ‘esercizio illecito di funzioni pubbliche', l'Europa ripristina quegli elementi sostanziali che Nordio aveva voluto cancellare. Gli Stati membri sono ora obbligati a punire i funzionari che violano intenzionalmente la legge nell'esercizio delle loro funzioni. È il crollo di una narrazione: ciò che il governo Meloni ha smantellato nella lotta alla corruzione, l'Unione europea lo impone come standard minimo di legalità".

Si accoda l'eurodeputato dem Alessandro Zan che definisce il voto "un'altra sonora sberla al governo di Giorgia Meloni" e "l'ennesima dimostrazione del dilettantismo legislativo e giuridico di questa maggioranza, che perde credibilità non solo in Italia ma anche in Europa".

La versione del governo, Procaccini (FdI): "Su abuso d'ufficio falsità"

Differente la versione della maggioranza sulla questione. "Siamo estremamente soddisfatti della direttiva anticorruzione approvata oggi dal Parlamento", ha dichiarato il copresidente di Ecr e esponente di FdI, Nicola Procaccini. "Si tratta della stessa direttiva che ha già visto il voto favorevole del governo italiano anche in sede di Consiglio. Francamente, restiamo sconcertati dalla lettura secondo cui vi sarebbe stata una sconfitta del governo italiano in relazione al reato di abuso d'ufficio. Si tratta di una totale falsità, di un'invenzione assolutamente sconcertante".

Per Procaccini la direttiva ribadisce che gli Stati membri "hanno piena libertà nella scelta degli strumenti più efficaci per combattere la corruzione. Dal testo emerge chiaramente che l'Italia dispone già di tali strumenti nel proprio ordinamento. Pertanto, non vi è alcuna necessità, in base alla direttiva, di reintrodurre il reato di abuso d'ufficio", ha concluso.

Dello stesso avviso l'europarlamentare meloniano Alessandro Ciriani, che parla di "propaganda" delle opposizioni. "L'Italia in sede di Consiglio ha votato questa direttiva", ha ricordato. "Eravamo perfettamente d'accordo proprio perché non ci sono quegli elementi che invece propagandisticamente qualcuno ha voluto inserire nei comunicati stampa ma non sono inseriti invece nel testo", ha aggiunto. "Si tratta di propaganda spicciola ma che è basata non su dati reali, concreti, oggettivi, ma su elementi di narrazione che servono a far uscire oggi alcuni giornali", ha concluso.

Anche per la delegazione leghista all'Europarlamento la proposta votata oggi non reintroduce l'abuso d'ufficio. Il testo fa generico riferimento all'esercizio illecito di funzioni pubbliche, lasciando agli Stati membri ampia libertà sulle condotte dei pubblici ufficiali soggette a reato penale".

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