video suggerito
video suggerito

Lo spread dell’Italia ci può dire molto sul futuro del governo Meloni

Il nuovo aumento dello spread, registrato nelle ultime settimane, è dovuto quasi completamente alla guerra in Iran. Ma l’indicatore potrebbe anche diventare un indizio di quanto è stabile – o instabile – il governo Meloni. Con l’aiuto dell’economista Massimiliano Marzo abbiamo spiegato come funziona lo spread, perché è salito di colpo e cosa può succede adesso.
Intervista a Prof. Massimiliano Marzo
Professore associato confermato di Finanza internazionale all'Università di Bologna
A cura di Luca Pons
0 CONDIVISIONI
Immagine

Nelle ultime settimane, come succede ciclicamente, la parola "spread" è tornata a farsi vedere sulle copertine dei giornali e nei Tg. Il motivo è semplice: dopo un lungo periodo di relativa tranquillità, lo spread italiano è tornato a salire. Non siamo a livelli di emergenza, ma il segnale è chiaro: la fiducia dei mercati finanziari nell'Italia è scesa.

È utile, quindi, ricordare che cos'è concretamente lo spread e soprattutto perché è utile tenerlo d'occhio. Per aiutare a spiegare questi passaggi, Fanpage.it ha contattato l'economista Massimiliano Marzo, docente di Finanza internazionale all'Università di Bologna. L'aumento registrato finora è dovuto soprattutto alla guerra in Iran, e non al fatto che la maggioranza ha perso il referendum sulla giustizia, per esempio; ma se le difficoltà politiche del governo Meloni continueranno, lo spread potrebbe essere un buon modo per rendersene conto.

Che cos'è lo spread e cosa significa se è alto o basso

Lo spread serve a misurare la distanza tra due cose: da una parte il tasso d'interesse dei titoli di Stato italiani (che si chiamato Btp), dall'altra quello dei titoli tedeschi (chiamati Bund). I titoli di Stato sono titoli finanziari che ogni governo vende, sui mercati internazionali, per ottenere dei soldi da usare per portare avanti le proprie politiche. Sui mercati, gli investitori decidono di comprare un certo titolo e così facendo investono in uno Stato: gli ‘prestano' una somma che lo Stato dovrà poi restituire, con gli interessi, in un certo arco di tempo.

Quanto valgono gli interessi? Cioè, quanto ci guadagna chi investe in un certo Paese? Questo dipende molto dallo Stato in questione. Se è molto stabile e ha un'economia forte, tendenzialmente gli investitori sono ben felici di investire: quindi non ha bisogno di offrire degli interessi molto alti per ‘convincerli' a comprare i suoi titoli. Se invece un Paese è instabile, o è considerato economicamente a rischio, in pochi vorranno comprare i suoi titoli di Stato: c'è il rischio che non riesca a saldare i debiti. Perciò, per convincerli a farlo, quel Paese dovrà offrire un tasso d'interesse molto alto. Più è basso è il tasso, meglio è per l'economia.

Lo spread è proprio questo: la differenza tra quanto offre l'Italia (il tasso d'interesse, o tasso di rendimento, dei suoi titoli) e quanto offre invece la Germania. Se Berlino offre un tasso del 2%, e Roma del 3%, la differenza è dell'1% e si dice che lo spread è di 100 punti. Se è dell'1,5%, lo spread è a 150 punti e così via. Per convenzione, lo spread si misura in particolare su quei titoli che offrono a chi investe di riavere i soldi con gli interessi nel giro di dieci anni. E il paragone viene fatto con la Germania perché da decenni è l'economia più forte in Europa, quindi quella che può offrire i tassi più bassi di tutti.

Insomma, può sembrare difficile (e in effetti anche Giorgia Meloni l'anno scorso sbagliò clamorosamente parlando di spread), ma in sostanza è una misura di quanto è ‘in forma' l'Italia, dal punto di vista economico e non solo. Per questo motivo, c'è sempre un certo allarme quando lo spread inizia a salire.

Perché lo spread dell'Italia è aumentato di colpo

Nelle ultime settimane, lo spread italiano è cresciuto di colpo dopo diversi mesi di tranquillità. Dall'ottobre-novembre 2022 a oggi è sempre andato, tendenzialmente, a scendere: è passato da oltre 200 punti a circa 60, e i motivi sono molti. La nascita di un governo stabile; la ripresa economica post-Covid; le politiche fiscali molto conservative e prudenti dell'esecutivo (in linea con il governo Draghi su molte questioni) che hanno fatto migliorare il voto delle agenzie di rating; e soprattutto il fatto che nello stesso periodo la Germania ha attraversato dure difficoltà politiche ed economiche. Perché ora l'inversione di marcia?

Il professor Marzo spiega che il motivo dell'aumento dello spread è uno solo: la guerra in Iran. Il conflitto avviato dagli Stati Uniti e da Israele ha aperto una crisi energetica che coinvolge buona parte del mondo, certamente l'Europa e l'Italia. Insomma, questo nuovo rialzo dello spread "non è strettamente di natura politica". E sicuramente non c'entra con le recenti difficoltà interne del governo Meloni: "Le ripercussioni del referendum sul governo non sono ancora chiarissime, per i mercati non c'è ancora stato tempo di scontarle".

No, la vera causa dell'aumento è che, circa un mese fa, è scoppiata una nuova guerra in Medio Oriente, con conseguenze potenzialmente molto pesanti anche per gli europei. E a quel punto cosa è successo? "I portafogli internazionali prima della guerra si erano sovraesposti sull'Italia", cioè avevano comprato più titoli di Stato italiani del solito, proprio perché c'era una situazione particolarmente positiva. Ma quando è scoppiata la guerra sono corsi a venderli.

"È una conseguenza naturale: prima, l'esposizione sui titoli italiani era aumentata e lo spread era sceso. Poi, con il conflitto, il rischio è aumentato. Perciò, chi era troppo esposto sull'Italia è corso a vendere quei titoli. E così lo spread è tornato a salire", dice l'economista.

Di quanto è salito lo spread

La dinamica è stata la stessa sia per l'Italia sia per la Germania, e anche per tutti gli altri Paesi europei. Dall'inizio di marzo, quando la guerra è iniziata, il rendimento dei titoli di Stato è schizzato verso l'alto. Il che – ricordiamolo – è un male per l'economia, perché significa che devono pagare più interessi a chi gli presta soldi sui mercati internazionali.

I titoli tedeschi sono arrivati ai livelli più alti dal 2011, il 3,13%. I francesi vicini al 3,9%, un record dal 2009. Gli spagnoli al 3,7%, i britannici (che non usano l'euro, quindi seguono logiche leggermente diverse) al 5,07%: un record dal 2008. I titoli italiani si sono avvicinati al 4%: i più alti tra tutti i Paesi dell'Eurozona, anche della Grecia. Lo spread è salito perché i titoli dell'Italia sono saliti più in fretta di quelli tedeschi.

Perché guardare lo spread è utile per capire la crisi politica del governo Meloni

E da ora in avanti? Lo spread, come detto all'inizio, adesso non è a un livello di emergenza. All'inizio del governo Meloni era attorno ai 250 punti. Durante la crisi finanziaria del 2011 sfiorò i 600 punti. Oggi è poco sotto i 100 punti: questo significa che il tasso d'interesse offerto dall'Italia è circa dell'1% in più rispetto a quello offerto dalla Germania.

Il motivo per cui è utile tenerlo d'occhio, però, è che lo spread non si muove solo e unicamente in base alle condizioni economiche di un Paese. Tiene in conto anche quelle politiche. "L'instabilità politica di uno Stato può certamente avere effetti sullo spread, come già accaduto in passato". Oggi non sta avvenendo, o almeno non ancora, per un motivo preciso: "Sui giornali non ci sono voci sul rischio che la maggioranza non tenga".

"Oggi una maggioranza in Parlamento c'è, e non abbiamo segnali che ci suggeriscano che a breve si sfalderò. Ma quando queste voci cominciano a spargersi, quando una crisi politica si avvicina, allora i mercati ne scontano subito l'effetto". È un aspetto che, secondo il professore, spesso gli italiani ignorano perché "consideriamo sempre che la politica venga prima dell'economia. E sbagliamo, nel farlo. Una polemica politica può far bruciare miliardi alla nostra economia".

Oggi, secondo Marzo, "è finita l'epoca per cui i governi tecnici sono l'unico toccasana di un Paese", dal punto di vista dei mercati. "I governi che hanno maggioranze solide sono il toccasana". Tutto questo significa anche che i futuri tentennamenti del centrodestra si faranno sentire anche sulla borsa. E per questo seguire l'andamento dello spread potrebbe dare un indizio su come stanno andando le cose.

Dopo il referendum sulla giustizia; le dimissioni di una ministra (Santanchè), un sottosegretario (Delmastro) e una capo di gabinetto (Bartolozzi); i riallineamenti interni ai partiti della maggioranza (con Maurizio Gasparri rimosso da capogruppo di Forza Italia al Senato); ora si fanno insistenti le voci di rimpasti di governo, o addirittura di elezioni anticipate. Il governo potrebbe avere più di un incentivo, anche economico, a chiudere la legislatura in anticipo. E i mercati staranno a guardare, per cercare di muoversi in anticipo. Il rialzo dello spread finora è stato dovuto quasi esclusivamente alla guerra: nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, le cose potrebbero cambiare.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views