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1 Dicembre 2022
21:45

Letta spiega la sinistra del futuro: “Sarà più forte e radicata, ora in piazza contro la manovra”

Il segretario uscente del Pd detta la linea per costruire una “sinistra più forte e radicata”, e rilancia la mobilitazione contro la manovra del governo Meloni.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Enrico Letta continua a ribadirlo: il 17 dicembre si va in piazza contro la manovra targata Meloni. Il Partito Democratico, nel pieno di un percorso di rifondazione che sta già costando carissimo in termini elettorali – visto il crollo nei sondaggi in favore degli ex alleati del Movimento 5 Stelle – prova a rilanciarsi: "Sono in corso una serie di attacchi", in primis nella "legge di Bilancio contro cui ci mobiliteremo", dice Letta all'Arci. La manovra del governo Meloni "è iniqua, inadeguata a affrontare la recessione che sta arrivando, sceglie di farsi dettare l'agenda dagli evasori fiscali" e "farà danni duraturi".

"Faccio un appello alla partecipazione, stiamo vivendo un tempo difficile e sentiamo un vento contro – dice ancora Letta – il congresso per il nuovo Pd nelle prossime settimane andrà ad indicare la mia successora o il mio successore, in un'ottica di allargamento". È una costituente "a cui stiamo chiedendo di partecipare". E ancora: "Io credo che, nella vita come in politica, quando i risultati elettorali non sono quelli sperati sia necessaria autocritica e servano nuovi gruppi dirigenti che prendano il testimone". L'obiettivo è costruire una "sinistra più forte e radicata".

Letta ribadisce gli stessi concetti anche in un'intervista al Tg3: "La manovra è inadeguata perché c'è bisogno di interventi molto più efficaci sull'energia – spiega – Si tratta di una manovra iniqua perché favorisce gli evasori". Questo è un governo che "naviga a vista e che già sta lavorando per sostituire i suoi alleati, basti vedere l'incontro tra Giorgia Meloni e il Terzo Polo". Poi attacca direttamente Calenda e Renzi: "Ho visto che si sono già proposti per sostituire Forza Italia, loro che sono stati votati per stare all'opposizione e che invece sono già pronti a passare in maggioranza".

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