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Pensioni

L’età pensionabile salirà di tre mesi nel 2029, lo dice la Ragioneria dello Stato

Le nuove proiezioni della Ragioneria generale dello Stato stimano che, nel 2029, l’età pensionabile farà un salto in alto di tre mesi. Serviranno 67 anni e sei mesi per la pensione di vecchiaia, oppure 43 anni e quattro mesi di contributi. Il motivo è che l’aspettativa di vita salirà ancora.
A cura di Luca Pons
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L'età pensionabile, nel 2029, potrebbe subire un aumento deciso: tre mesi in più rispetto al 2028. Quindi sei mesi in più rispetto a oggi. A riportarlo non è un ente qualunque, ma la Ragioneria generale dello Stato – quindi il ministero dell'Economia – che è incaricata di redigere ogni anno una previsione sull'andamento delle pensioni.

L'ultimo rapporto, pubblicato a dicembre ma aggiornato negli scorsi giorni, stima proprio questo salto di tre mesi. In precedenza, si riteneva che l'aumento sarebbe stato di due mesi. La politica, comunque, non è obbligata a seguire queste indicazioni. Ma per cambiare il meccanismo servirebbe una riforma ampia, di cui finora non si è vista traccia.

Perché l'età pensionabile salirà di altri tre mesi nel 2029

Il motivo di questi aumento è sempre lo stesso: l'aspettativa di vita. In particolare quella a 65 anni, ovvero quanto ci si aspetta che viva, in media, una persona che oggi ha 65 anni in Italia. È un calcolo che effettua l'Istat, e su questo si basa la Ragioneria. Se le persone vivono di più, la pensione va ritardata. Altrimenti, a parità di contributi versati, si ritroverebbero con un assegno più basso, perché dovrebbe durargli più tempo.

Questo è il ragionamento tecnico alla base degli incrementi. È stato il Sole 24 Ore a riportare per primo questo aggiornamento. La previsione dei ragionieri del Mef, ora, è che per la pensione di vecchiaia serviranno 67 anni e sei mesi di età nel 2029, invece dei 67 anni richiesti oggi. Che diventeranno 67 anni e otto mesi dal 2031.

La soglia dei 68 anni di età arriverà nel 2037. Quella della pensione a 70 anni nel 2065. Due anni prima di quanto si prevedesse fino a pochi mesi fa.

Lo stesso vale per la pensione anticipata, che oggi prevede di raggiungere 42 anni e 10 mesi di contributi versati, a prescindere dall'età. Questo paletto si alzerà a 43 anni e quattro mesi nel 2029. Arriverà a 44 anni nel 2039, a 45 anni di lavoro nel 2051. Per le lavoratrici, il requisito è sempre ridotto di un anno.

Cosa può fare il governo per evitare l'aumento

Bisogna ricordare, però, che queste sono previsioni tecniche. Ovvero calcoli che stimano quando si andrà in pensione se nulla cambia a livello legale. Naturalmente, il governo e il Parlamento hanno il potere di intervenire per cambiare le cose.

Il governo Meloni lo ha fatto solo in parte, per esempio. Dal 2027 avrebbe dovuto scattare un aumento di tre mesi. Invece l'esecutivo con l'ultima legge di bilancio l'ha ‘diluito' su due anni: un mese nel 2027 e altri due nel 2028. Una mossa comunque molto meno forte di quella che era stata promessa nel corso dell'anno scorso, e tanto più in campagna elettorale.

Giorgia Meloni ha giustificato questa decisione in conferenza stampa dicendo che "in Italia esiste una legge che impone" di adeguare l'età pensionabile all'aspettativa di vita. Ed è vero, è una legge introdotta dal governo Berlusconi nel 2010 (quando peraltro Meloni era ministra della Gioventù). Ma l'esecutivo e la maggioranza avrebbero potuto cambiarla. Cosa che invece non hanno fatto, nei tre anni abbondanti di governo finora.

Ogni due anni, il governo deve varare un decreto che stabilisce come cambierà l'età pensionabile. L'ultima volta è stato fatto a dicembre 2025, perciò ora la questione è rimandata al 2027. Ovvero, con tutta probabilità, dopo le prossime elezioni politiche.

Saranno quindi il prossimo Parlamento e il prossimo governo a poter cercare di intervenire per limitare – se lo riterranno opportuno – l'aumento dell'età per la pensione. A meno che il centrodestra, nell'ultimo anno di legislatura, non mantenga la promessa di ‘superare' la riforma Fornero e cambiare il sistema pensionistico.

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