Legge elettorale, Cattaneo: “Distanza risicata tra Cdx e Csx, non si può prevedere a chi andrebbe premio”

Secondo l'Istituto Cattaneo con la nuova legge elettorale proposta dalla maggioranza, chiamata dall'Istituto "progetto Malan", dal nome del primo firmatario in Senato, sarebbe impossibile prevedere un vincitore tra le coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Il testo, che è stato depositato alla Camera e al Senato giovedì scorso, prevede un premio di governabilità da attribuire alla coalizione che abbia conseguito la maggiore cifra elettorale e almeno il 40% dei voti validi nell’Assemblea di riferimento (ma non oltre il 15% dei seggi), l'eliminazione della componente uninominale del sistema vigente e dei collegi uninominali, niente preferenze, un eventuale turno di ballottaggio, indicazione obbligatoria del nominativo da proporre per l'incarico di Presidente del Consiglio in sede di presentazione delle liste, soglia di sbarramento al 3%.
L'analisi dell'ist. Cattaneo: "Modifiche continue alla legge non hanno niente di fisiologico"
"Ad oggi, qualsiasi previsione o stima su quale delle due coalizioni potrà beneficiare del premio è altamente aleatoria" visto che, alla luce dei dati attuali, "è pressoché impossibile prevedere la coalizione che potrebbe essere destinataria del premio in occasione di elezioni politiche generali. La distanza tra le due coalizioni risulta risicata e significativamente al di sotto del margine di errore effettivo delle stime. L'alea sul risultato è resa ancora più ampia dalle incertezze riguardo alla composizione finale delle due coalizioni", si legge in una analisi dell'Istituto Cattaneo.
Si tratta di un progetto che da un lato rende "possibile un certo pluralismo partitico" ed insieme incentiva " la dinamica bipolare". Quanto al premio, osserva l'istituto di sondaggi, chi se lo aggiudica potrebbe eleggersi da solo il Presidente della Repubblica.
Nel dettaglio si legge nell'analisi: "La proposta di legge elettorale depositata dai partiti della maggioranza di governo si muove nel solco dei sistemi elettorali misti già adottati per tutti i livelli di governo in Italia dal 1993. L'intenzione sottostante è tuttavia simile: rendere possibile un certo pluralismo partitico (dentro e fuori le coalizioni principali) e al tempo stesso incentivare la dinamica bipolare favorendo l'aggregazione politica che raccoglie più consensi. Si tratta, in sostanza, di sistemi elettorali che hanno inizialmente dato origine e oggi continuano ad essere disegnati per corrispondere alla dinamica bipolare. Una dinamica che si è ormai consolidata, superando anche la fase in cui il M5S ambiva a collocarsi al di fuori delle due coalizioni maggiori e a costituire una radicale alternativa a tutti gli altri partiti. Nonostante l'identica logica di fondo, i sistemi elettorali per il parlamento nazionale hanno subito un numero di cambiamenti abnorme".
"Al contrario di quanto viene detto nella relazione di accompagnamento al progetto del centrodestra, queste continue modifiche non hanno niente di normale e di fisiologico. Non esiste alcun altro paese democratico al mondo nel quale il sistema elettorale sia stato modificato con tanta frequenza come è accaduto in Italia dal 1993 ad oggi. È dunque altamente auspicabile che, se questo progetto sarà approvato, possa godere del consenso – aperto o sotterraneo – di un largo campo di forze politiche in modo che sia destinato a durare. Questa aspettativa non è implausibile".
"Il progetto -si legge ancora nell'analisi dell'Istituto Cattaneo – sceglie un modello in uso da oltre trent'anni per l'elezione dei consigli regionali e comunali. Questo stesso modello è stato riproposto per il parlamento nazionale — anche dopo la censura della Corte costituzionale alla Legge Calderoli — da parlamentari autorevoli di ogni orientamento politico, dalla Commissione di esperti nominata dal Governo Letta e dal Governo Renzi attraverso il cosiddetto Italicum. La scelta delle soglie pare a prima vista compatibile con le indicazioni della Corte e il modo in cui viene prevista l'indicazione della ‘proposta per l'incarico di Presidente del Consiglio' appare rispettosa delle prerogative del Capo dello stato".
"Il sistema elettorale assegna una parte preponderante dei seggi con formula proporzionale, mentre prevede che, a certe condizioni, il restante 17,5% dei seggi sia assegnato in blocco al partito o alla coalizione che ottiene più voti, purché abbia ricevuto almeno il 40% dei consensi".
"La stessa quota viene messa in palio in un secondo turno di ballottaggio, nel caso in cui al primo turno nessuna coalizione raggiunga il 40% e le due coalizioni più votate ottengano almeno il 35% dei voti. Il sistema elettorale è dunque potenzialmente misto in quanto è possibile che il premio non venga assegnato. Tuttavia, le circostanze che farebbero venire meno il "premio", portando all'assegnazione di tutti i seggi con formula proporzionale, si sono verificate, dal 1994 ad oggi, solo nel 2018. La proposta stabilisce inoltre che la coalizione vincente non possa ottenere più di 230 seggi alla Camera e 114 seggi al Senato. Si deve però considerare che da questo limite sono esclusi i seggi assegnati in Valle d'Aosta, Trentino- Alto Adige e nella circoscrizione estero".
Chi vincerebbe tra Cdx e Csx con la nuova legge elettorale: gli scenari
Basandosi sulle intenzioni di voto aggregate per macroaree politiche, ovvero centrodestra (Fi, Mod, Fdi, Lega, Fn) e centrosinistra (Avs, M5S, Pd, +Eur, Az, Iv), analizzando le medie mensili di tutti i sondaggi pubblicati da settembre 2019 a febbraio 2026, è "pressoché impossibile prevedere la coalizione che potrebbe essere destinataria del premio in occasione di elezioni politiche generali".
"Le intenzioni di voto stimate per l'aggregato del campo largo – scrive l'Istituto – sono rimaste chiaramente superiori a quelle stimate per l'aggregato del centrosinistra dall'ottobre 2022 alla fine del 2024, cioè nella fase in cui le sue varie componenti si sono presentate all'elettorato divise o tendenzialmente divise: cosa che consentiva di raggiungere una quota di elettori complessivamente più ampia. La distanza tra le due macroaree si è invece ridotta a partire dal momento in cui i partiti del centrosinistra allargato hanno iniziato a stipulare più stabilmente accordi e presentare candidati comuni per le elezioni comunali e regionali. Sulla base di questi dati, è pressoché impossibile prevedere la coalizione che potrebbe essere destinataria del premio in occasione di elezioni politiche generali".
Quindi l'Istituto Cattaneo analizza alcuni casi. Un "caso limite, piuttosto improbabile" in cui "una coalizione vinca con il 36% dei voti e che solo il 2% dei voti vengano ‘sprecati' verso partiti sottosoglia, nonostante il premio e anche considerando qualche seggio ottenuto nelle circoscrizioni Val d'Aosta e Estero, non otterrebbe la maggioranza assoluta dei seggi. Va tuttavia sottolineato che questo caso è molto improbabile perché potrebbe verificarsi solo laddove tutte e due le coalizioni maggiori ottengano una percentuale di voti tra il 35 e il 36 per cento dei voti". In questa circostanza, "sarebbero rappresentate in parlamento anche "terze forze" il cui consenso potrebbe essere richiesto per ampliare la base parlamentare del governo. Cosa che, dati gli equilibri elettorali sottostanti, sarebbe tutto sommato giustificato".
Secondo l'Istituto "più problematico il caso opposto. Una coalizione che vince con il 47% dei voti può ottenere circa il 59% dei seggi. Con il sostegno di una maggioranza relativa dell'elettorato, sarebbe dunque facilmente in condizione non solo di adottare decisioni di rango costituzionale ma anche di eleggere il Presidente della Repubblica senza bisogno di cercare convergenze nel fronte opposto".