Le scuole superiori torneranno in presenza al 100% nelle zone gialle e arancioni a partire dal 26 aprile. Tutte le scuole torneranno quindi alle lezioni in classe, meno che nelle zone rosse. Lo riportano fonti di governo, spiegando che lo ha deciso oggi la cabina di regia che si è riunita per discutere delle riaperture e dell'allentamento delle misure restrittive imposte a causa dell'emergenza coronavirus. Gli studenti delle superiori, dopo un anno scolastico tra chiusure e ritorni in classe solo parziali, potranno finire tutti insieme in presenza, ritrovandosi in classe almeno per l'ultimo mese dopo tante ore di lezioni online.

Sull'ipotesi di concludere l'anno in presenza era intervenuto anche nei giorni scorsi anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, che aveva sottolineato come si trattasse di importanti valutazioni che il governo stava ponderando. "Come sempre decideranno i dati e il quadro epidemiologico", aveva commentato Speranza. Che però non aveva parlato ancora di alcuna data. Sempre qualche giorno fa Speranza aveva commentato anche la scelta del governo di tornare in presenza dalla prima media in giù anche in zona rossa: "Tutti i dati che abbiamo ci dicono che dentro le aule non ci sono criticità emergenziali. Il punto è la quantità di movimenti che si sviluppa attorno alla scuola. Ma siamo fiduciosi di poter arrivare alla fine dell'anno scolastico. Con grande franchezza dico che siamo consapevoli che c'è un elemento di rischio, con l'aumento movimenti ma il governo ha fatto una scelta che difendo con forza", aveva detto il ministro, sottolineando di voler investire i risultati dei mesi di chiusure e restrizioni sulla scuola.

Esattamente una settimana fa in Parlamento era stata approvata una mozione per riaprire al più presto le scuole di ogni ordine e grado, incentivando allo stesso tempo l'utilizzo dei test rapidi sugli studenti e accelerando sulla campagna di vaccinazione del personale scolastico. La mozione sottolineava come l'Italia fosse uno dei Paesi dove le scuole sono rimaste chiuse più a lungo, esponendo soprattuto alcuni territori ancor più al rischio di povertà educativa.