29 Dicembre 2021
08:44

Le Regioni vogliono abolire subito la quarantena per i contatti dei positivi al Covid

Le Regioni continuano a insistere sull’azzeramento della quarantena per i contatti stretti di positivi al Covid. Fedriga dice di abbandonare il tracciamento, Zaia che “rischiamo mezza Italia in quarantena”.
A cura di Tommaso Coluzzi

Le Regioni sono in pressing su governo ed esperti, da giorni, per azzerare la quarantena per i contatti dei positivi al Covid. Il Comitato tecnico scientifico si riunirà alle 11.00 per decidere le nuove regole, mentre alle 9.30 il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, incontrerà i suoi colleghi governatori per decidere una linea unica. La grande maggioranza dei presidenti, però, si è già espressa a favore della riduzione o azzeramento delle tempistiche: "Se gli esperti sono d'accordo, aboliamo del tutto la quarantena", ha proposto oggi Fedriga, intervistato da Repubblica. Serve una "nuova organizzazione della macchina, incentrata non più sul tracciamento ma su una vaccinazione ancora più spinta e su una modifica delle regole dell'isolamento".

Secondo il presidente del Friuli Venezia Giulia si potrebbe anche azzerare l'isolamento per i vaccinati con tre dosi, direzione verso la quale sembra andare il Cts: "Se si potesse ampliare ancora di più questo beneficio, a solo vantaggio dei vaccinati con tre dosi, sarei felice – ha continuato – Ma solo nel rispetto del parere degli scienziati". Il tracciamento dei contatti, invece, è una strategia da abbandonare secondo Fedriga, perché oggi è "illusorio" poter ricostruire la dinamica del contagio. La "corsa al tampone è inutile, se non per i sintomatici".

Sull'argomento insiste anche Luca Zaia, presidente del Veneto, intervistato dal Corriere della Sera: "Tra ospedalizzati, contagiati, contatti stretti e quant'altro rischiamo di mandare in quarantena mezza Italia – ha spiegato – Sono migliaia le persone che hanno già fatto la terza dose e che pur essendo asintomatiche sono costrette a rimanere in isolamento per sette giorni in quanto hanno avuto un contatto con un positivo". E ha ricordato: "I numeri sono un terzo rispetto a un anno fa. Lo scenario è cambiato radicalmente", mentre i tamponi andrebbero "destinati solo ai sintomatici".

Da una bozza di proposta circolata nelle ultime ore, però, sembra che le Regioni siano tutte d'accordo sulla riduzione dei giorni di isolamento: "Auto-sorveglianza e segnalazione a seguito di comparsa di sintomi e uso obbligatorio di FFP2 (o superiore) in tutti gli ambienti frequentati – si legge nel testo firmato da metà delle Regioni italiane, per ora – non necessitano di essere monitorati con test neanche alla fine dell'auto-sorveglianza". Insomma, isolamento azzerato e controllo autonomo dei propri eventuali sintomi che, nel caso, vanno immediatamente segnalate. Nel frattempo si va in giro solo con Ffp2.

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