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Conflitto in Ucraina
17 Aprile 2022
11:03

Le minacce della Russia all’Occidente per fermare l’invio di armi in Ucraina

La Russia non avrebbe scritto solo agli Stati Uniti, ma a diversi Paesi occidentali (tra cui anche l’Italia), avvertendoli delle “conseguenze imprevedibili” che potrebbero esserci se continueranno a inviare armi in Ucraina.
A cura di Annalisa Girardi
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Anche l'Italia avrebbe ricevuto la lettera da Mosca, già inviata agli Stati Uniti, che avverte sulle "conseguenze imprevedibili" che potrebbero esserci se il nostro Paese continuerà a inviare armi in Ucraina. A riportarlo è Repubblica, secondo cui la démarche sarebbe stata recapitata a diversi Paesi occidentali. La Russia starebbe quindi cercando di intimidire Europa e Stati Uniti, mentre da Kiev continuano ad arrivare le richieste di mandare più armi per poter sostenere l'assedio russo.

Il presidente statunitense Joe Biden ha già approvato l'invio di nuovi armamenti in Ucraina, mentre l'Italia potrebbe ratificarlo già la prossima settimana. Questa mattina il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando della "situazione disumana" in cui si trova Mariupol, aveva detto che ci fossero solo due vie percorribili arrivati a questo punto del conflitto: o la fornitura massiccia di più armi pesanti o l'esercitazione da parte dei leader mondiali di tutta la loro influenza politica ed economica, in modo da costringere Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati.

Da parte sua la Russia, nel documento inviato a Washington, ha scritto: "Chiediamo agli Stati Uniti e ai loro alleati di fermare l'irresponsabile militarizzazione dell'Ucraina, che implica conseguenze imprevedibili per la sicurezza regionale e internazionale". La propaganda russa nel frattempo già inizia a parlare di Terza guerra mondiale. Olga Skabeyeva, conduttrice televisiva di Russia1, ha affermato che il sostegno dell'Occidente per l'Ucraina è "degenerato" in quello che "può tranquillamente essere chiamato Terza Guerra mondiale" in quanto i militari russi si stano trovando a combattere "contro le infrastrutture della Nato, se non contro la Nato stessa".

La retorica di Putin e del Cremlino non è cambiata. Fin dai primi giorni dopo l'invasione dell'Ucraina Mosca aveva minacciato rappresaglie mai viste nelle storia contro chi si sarebbe intromesso nella sua "operazione militare". Zelensky intanto continua ad avvertire gli alleati occidentali sulla possibilità che la Russia utilizzi anche armi nucleari, dopo aver denunciato l'uso di bombe a grappolo contro obiettivi civili. Secondo Kiev l'esercito russo avrebbe anche fatto uso di armi chimiche. Sui crimini di guerra è in corso un'indagine della Corte penale internazionale, ma i giudici dell'Aia non hanno ancora ricostruito con esattezza quanto accaduto.

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