Il sottosegretario all'economia Polillo, incalzato da Di Pietro a Ballarò, ammette che la gara per le frequenze del digitale terrestre non è stata fatta perché avrebbe scontentato il Pdl, uno dei partiti che appoggiano il Governo Monti in Parlamento.

Fin dalla sua proclamazione come nuovo Premier e prima ancora della nomina definitiva del nuovo Governo, Monti era stato accusato da più parti di accordi sottobanco con i maggiori gruppi parlamentari. Dal famoso incontro nel tunnel di Montecitorio agli altri appuntamenti più o meno riservati con i leader di entrambi gli schieramenti. Ma soprattutto due temi erano quelli che hanno fatto gridare in molti al complotto, la patrimoniale e le frequenze per il digitale terrestre. Se nel primo caso la situazione era abbastanza chiara, con il Pdl che pubblicamente aveva fatto capire che non avrebbe appoggiato Monti in caso di norme sulla patrimoniale, più complessa è la vicenda delle frequenze televisive.

Queste ultime, infatti, con il passaggio al digitale terrestre sono state praticamente regalate alle emittenti nazionali senza alcun bando di gara, come invece accaduto in tutti gli altri Paesi occidentali tra l'altro con un consistente introito per le casse pubbliche. In tempi di crisi economica e tagli consistenti alle spese pubbliche la cosa risulta già strana in sé, ma diventa fonte di discussione ancora più accesa per il fatto che tra i beneficiari di questa scelta vi è ovviamente anche Mediaset, società di proprietà della famiglia dell'ex Premier Berlusconi, leader indiscusso del Pdl.

In pratica le accuse verso Monti e il suo Governo sono di aver scambiato l'appoggio parlamentare del Popolo della libertà con la promessa di non far pagare la concessione delle frequenze del digitale terrestre. Le accuse più spinte arrivano dall'Italia dei Valori che da sempre conduce una battaglia contro questo regalo alle televisioni. Nella recente puntata di Ballarò proprio il leader dell'Idv Antonio Di Pietro si è scagliato contro il sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo chiedendo spiegazioni della mancata gara pubblica, sulla quale Polillo prima ha glissato per poi ammettere a mezza bocca che la cosa non era fattibile per l'opposizione del Pdl.

Insomma sembra proprio che l'accordo vi sia stato, anche se la cosa non sorprende, in fondo questo è un Governo di tecnici non eletti e che dunque ha bisogno dell'appoggio dei partiti in Parlamento per portare avanti il lavoro di riforma e risanamento economico. E' lo stesso Polillo a ricordare che le scelte del Governo sono inevitabilmente delle mediazioni tra i tre gruppi parlamentari del Pdl, Pd e Terzo Polo. Del resto anche Casini a più riprese è stato chiaro in questo, meglio fare cose condivise e lasciare irrisolte le questioni che potrebbero creare conflitto.  A questo punto bisognerà capire fino a che livello Berlusconi abbia potuto condizionare le scelte di Monti senza influire negativamente sul lavoro di stesura della manovra economica.