Come vi stiamo raccontando, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso ulteriore tempo ai gruppi politici affinché trovino la quadra per formare una nuova maggioranza di governo. Dopo aver presentato i suoi 10 punti per il cambiamento, Luigi Di Maio ha rilasciato una lunga intervista a Emanuele Buzzi del Corriere della Sera con la quale fa il unto della situazione e ribadisce quelle che sono le condizioni intorno alle quali imbastire la trattativa con il Partito Democratico. Il vicepresidente del Consiglio ancora in carica spiega che l’obiettivo finale è quello di “dare solidità alla legislatura” e a tal fine appare opportuno “seguire la strada tracciata dal presidente della Repubblica per dare certezze al Paese”. Ancora una volta non c’è una chiusura esplicita nei confronti del dialogo con la Lega: “Il confronto è aperto con chi vuole affrontare i nostri temi”.

Nel dettaglio della trattativa con il Partito Democratico, ribadisce che la base di partenza non possa che essere il taglio dei parlamentari e aggiunge un altro principio: “Ci vuole rispetto per il presidente del Consiglio Conte. Rispetto. Per quello che ha fatto. È riuscito a dare un nuovo volto al Paese rimettendolo al centro della comunità internazionale”. E rilancia anche i temi del contratto di governo: “Tutto ciò che è nel contratto da parte M5S ha un valore assoluto, perché risponde alle richieste dei cittadini. Ovviamente c’è una crisi in corso e in questo occorre operare per salvaguardare il Paese e gli italiani”.

Quanto al ruolo che lui potrebbe avere in prima persona, aggiunge:

Non me ne importa nulla della poltrona. Non penso a questo, penso come ogni eletto e attivista M5S a tagliare 345 parlamentari, a mettere in campo una serie di misure per l’ambiente, ad evitare l’aumento dell’Iva, a tagliare il cuneo fiscale alle imprese, ad alzare gli stipendi degli italiani e ad aiutare famiglie e chi soffre di disabilità. Non partecipo ai totonomi”.