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L’avvertimento di Salvini ai leghisti vannacciani: “Chi esce dal partito finisce nel nulla”

Matteo Salvini si prepara a ricevere la notizia dello strappo dei leghisti vicini al generale Vannacci, pronti a confluire in una forza nuova e alternativa alla Lega: “Non abbiamo bisogno di pesi improduttivi. Qualcuno ritiene che sia più garantito il suo seggio da altre parti? Vai, la storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Rottamazione delle cartelle, autonomia differenziata, famiglia nel bosco di Palmoli, referendum della Giustizia, sicurezza, taser, guerra in Ucraina. Sono alcuni dei temi del discorso a tutto tondo pronunciato da Matteo Salvini dal palco della kermesse della Lega ‘Idee in movimento',organizzata da Claudio Durigon, a Rivisondoli (L'Aquila), in Abruzzo.

Dal palco lancia un avvertimento ai leghisti ‘ribelli' quelli vicini alle posizioni del generale e vicesegretario Roberto Vannacci – che all'evento non ha partecipato – dopo che nei giorni scorsi si è consumato anche uno strappo in Parlamento, in occasione del voto sulla risoluzione di maggioranza sulla proroga dell'ok all'invio di materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina: in quel caso i deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno votato contro la risoluzione, mentre il senatore Claudio Borghi non ha partecipato al voto.

"Per qualcuno la poltrona è un fine. Non abbiamo bisogno di voi, non ci mancherete", ha scandito il segretario della Lega commentando l'annuncio di qualche personalità uscita dal partito. Salvini non ha citato direttamente il generale Vannacci, ma l'allusione è chiaramente al progetto dell'europarlamentare, che si prepara a lanciare una forza politica autonoma, di stampo ultrasovranista, al grido dello slogan caro all'estrema destra, "remigrazione". Al momento non si parla della costituzione di un gruppo parlamentare a sé alla Camera o al Senato, visti i numeri risicati dei parlamentari vicini a Vannacci: alla Camera si contano Domenico Furgiuele – lo stesso che ha organizzato l'evento sulla remigrazione alla Camera insieme a Casapound – Edoardo Ziello, Rossano Sasso, oltre a Emanuele Pozzolo, uscito da Fdi dopo la vicenda degli spari di Capodanno.

"Come quando parti per la montagna, fai lo zaino ma – ha sottolineato Salvini – se il peso è troppo importante, in cima non arrivi. Non abbiamo bisogno di pesi improduttivi. Qualcuno ritiene che sia più garantito il suo seggio da altre parti? Vai, la storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. Ma risparmia ai militanti che hanno montato il gazebo le frasi sul lungo e travagliato percorso di coscienza: dillo, cazzo, voglio la poltrona", ha sottolineato Salvini.

"La Lega è una famiglia, è una comunità. Non siamo una caserma. Qualcuno mi chiama capitano. Ci sono capitani, generali, colonnelli, marescialli. La forza della Lega è la truppa, è il popolo. È il capitano. Le idee non le ammazzi, non muoiono mai se hai basi solide".

"Quando ho detto che fuori dalla Lega c'è il deserto non è perché manchi di rispetto ad altri soggetti politici che sia la maggioranza o le opposizioni, che rispetto pur nella diversità di idee, ma la forza della Lega è la concretezza, la capacità di trasformare un voto e un'idea in azione. E l'abbiamo visto la settimana scorsa con il Mercosur, che al Parlamento europeo per 10 voti ha detto di ricorrere alla Corte di giustizia", ha detto ancora il segretario.

Cosa ha detto Salvini sul referendum sulla Giustizia

Salvini nel suo intervento conclusivo della kermesse leghista a Rivisondoli ha detto che il prossimo step dopo il voto sul referendum sulla Giustizia è l'introduzione della responsabilità civile dei magistrati. "Votare sì il 22-23 marzo" in occasione del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia "è fondamentale, però non è il punto d'arrivo".

"È un passaggio – ha spiegato – perché il vero punto d'arrivo sarà la responsabilità civile dei magistrati che se sbagliano, devono pagare, come tutti gli altri lavoratori. Come tutte le altre categorie, chi sbaglia paga, però paga di suo. Non è che metto in galera quello sbagliato, rovino un'azienda, rovino una famiglia, rovino una comunità, mando a casa il sindaco e poi mi accorgo dopo tre o quattro anni che avevo sbagliato e chi paga? Gli italiani. E no, amico mio, apri il portafoglio e paghi tu se hai sbagliato volendo sbagliare".

Salvini rivendica la rottamazione quinquies in manovra

La rottamazione delle cartelle esattoriali "è finalmente la definitiva pace fiscale delle cartelle che rovinano la vita a tanti italiani", ha detto ancora Salvini dal palco, sottolineando che questa rottamazione "c’è, perché c'è la Lega che incide e decide. Poi non è che portiamo a casa tutto quello che vogliamo. Noi proponiamo 100, poi si tratta" con gli alleati di Governo.

Salvini sulla famiglia nel bosco di Palmoli parla di "furto" di bambini

Il ministro e vicepremier della Lega torna ancora sulla vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli: "Non so se sia una battaglia che porta voti o porta via voti, non faccio le battaglie guardando i sondaggi o in base alla convenienza. Io sono ancora incazzato come una bestia e mi prudono le mani perché non ho strumenti operativi, a mio modestissimo avviso il 20 novembre scorso si è consumato uno degli atti più vigliacchi e vergognosi degli ultimi anni, che è il furto dei bambini della famiglia nel bosco. Da due mesi. Io non avrei fatto questa scelta, ma non siamo in Unione Sovietica. Evviva la libertà di educazione per le famiglie", ha detto ancora all'evento organizzato dal partito a Rivisondoli, puntando il dito contro i giudici. "Troviamo il modo di vivere questa battaglia, perché per me riportare a casa quei tre bambini è una priorità assoluta delle prossime settimane. Diamoci una mano, semmai andiamo là", ha aggiunto.

La posizione di Salvini sui diritti civili: "Ognuno ami chi vuole, ma no cazzate woke"

La posizione sui temi LGBTQI+, espressa da Salvini anche in altre occasioni, è sostanzialmente linea con quella portata avanti anche nel manifesto scritto e presentato da Armando Siri, responsabile dei dipartimenti della Lega: famiglia naturale al centro, rispetto per le coppie omosessuali, ma negando loro il diritto di avere figli. È una chiusura totale al riconoscimento delle famiglie arcobaleno. "Libertà sì, ma ben saldi nelle nostre idee e nei nostri valori: no woke, no gender, no asterischi, no cazzate multi qui e multi là", ha detto dal palco Salvini. "È bello confrontarsi, capire, evolvere, però la famiglia che si fonda su un uomo e una donna è quello che ci dà la garanzia di essere qui nei prossimi anni. Va punito chi contesta le scelte di vita di altri. Non spetta a noi come devono vivere gli italiani. Spetta a noi garantire che i figli crescano con l'amore della mamma e del papà. Non stabilire se la coppia eterosessuale valga di più o di meno rispetto a una coppia omosessuale. Ognuno ama chi vuole, senza essere discriminato o additato", ha aggiunti. "I figli – ha concluso – vengono al mondo con una mamma e un papà e vengono adottati se ci sono una mamma e un papa'".

Il 18 aprile appuntamento a Milano con i patrioti europei per la ‘remigrazione'

Salvini ha invitato i militanti a segnare una data in calendario: il 18 aprile a Milano ci sarà una piazza per la remigrazione: "Vi aspetto il 18 aprile in piazza Duomo" e "non sarà una piazza contro il fanatismo islamico, contro l'arroganza e violenza ma una piazza per". Quindi ha aggiunto: "Organizzeremo treni speciali, pullman, macchinate e ci saranno lì i patrioti di tutta Italia ed Europa, gli amici francesi, austriaci, spagnoli, portoghesi, ungheresi, inglesi e tedeschi nel nome della protezione dei nostri valori e della cultura occidentale".

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