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Lamorgese: “Il lavoro di modifica dei decreti Sicurezza riprenderà dopo l’emergenza Covid”

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, intervenendo durante il question time al Senato in merito alle modifiche dei decreti Sicurezza, ha detto che il lavoro svolto dal Viminale già intrapreso prima del coronavirus, “può essere ripreso con modalità collegiali individuate dal Governo in un contesto certamente meno caratterizzato da contesti emergenziali come quello appena vissuto”.
A cura di Annalisa Cangemi
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La titolare del Viminale Luciana Lamorgese ha annunciato che il processo di revisione dei decreti Sicurezza firmati da Matteo Salvini riprenderà al termine dell'emergenza coronavirus: "Il lavoro svolto dal Viminale sulla revisione dei decreti Sicurezza prima dell'emergenza sanitaria potrà essere ripreso con le modalità individuate collegialmente dal Governo in un contesto certamente meno caratterizzato da esigenze emergenziali", ha detto rispondendo in aula al Senato a un'interrogazione a firma Leu.

Il gruppo della Lega, per bocca del senatore Paolo Tosato, ha poi sottolineato che, secondo i dati pubblicati dal ministero dell'Interno, in 5 mesi sono sbarcati 5.472 immigrati, a fronte dei 2.033 sbarcati nello stesso periodo del 2019, un aumento di quasi il 200% rispetto all'anno precedente, tenendo presente che nei mesi di marzo e aprile le navi delle ong sono state ferme. "Si tratta – ha sottolineato Tosato – di un dato ancora più sconcertante considerato che, per quasi tre mesi dei cinque presi in esame, l'Italia è stata chiusa agli stessi italiani. Se l'incremento degli sbarchi a gennaio e febbraio ha registrato un aumento del 700% rispetto gli stessi mesi del 2019, addirittura a marzo ed aprile, mesi di massima emergenza in Italia sono approdati illegalmente 241 e 671 immigrati".

Mentre Malta ha adottato una politica di respingimenti efficace, il governo italiano ha promesso la regolarizzazione 600mila irregolari. "Per quanto riguardano le iniziative del governo a contrasto dell'immigrazione clandestina l'Italia ha stipulato numerosi accordi di riammissione, per riorganizzare i flussi migratori nell'ottica di una maggiore legalità. Evidenzio la collaborazione con Austria, Francia, Germania e Paesi Bassi per il contrasto della tratta", ha replicato la ministra. Lamorgese ha inoltre citato l"operazione Irini', "volta a facilitare la risoluzione della crisi libica", perché  "è evidente che la stabilizzazione della Libia è funzionale alla migliore gestione dei flussi migratori".

"Nel periodo di vigenza dell'accordo di Malta" siglato nel settembre del 2019 ed interrotto per l'emergenza coronavirus, "sono stati trasferiti 540 migranti, l'86 per cento delle ricollocazioni totali. Prima dell'accordo di Malta, complessivamente, erano state ricollocate 85 persone", ha detto ancora la ministra dell'Interno, rispondendo nell'aula del Senato ad un'interrogazione sulla gestione dell'immigrazione a partire dagli accordi di Malta del 2019. "Evidenzio – ha aggiunto – che l'accordo di Malta è stata una tappa fondamentale per un maggiore coinvolgimento dell'Ue sui fenomeni migratori. Francia e Germania hanno preso impegni formali per la redistribuzione dei migranti sbarcati in Italia. Non è un punto di arrivo ma una spinta per la riforma delle politiche migratorie, su cui stiamo lavorando".

In vista della redazione del nuovo patto immigrazione e asilo dell'Unione europea "stiamo ricevendo dalla Commissione europea e dai diversi partner segnali positivi sulla prospettiva da noi indicata di adottare linee guida europee sulle attività di ricerca e soccorso condotte nel Mediterraneo da imbarcazioni private (le navi delle Ong, ndr) in modo da arrivare a standard tecnici omogenei e responsabilizzare gli Stati di bandiera", ha aggiunto Lamorgese.

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