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La Sicilia assegna un milione di euro a Comuni che non esistono: il caso dell’emendamento fasullo

L’assemblea regionale della Sicilia, con l’ultima legge di bilancio ha assegnato un milione di euro ai Comuni con “ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale”: parole che non significano nulla. La proposta è del deputato regionale La Vardera, che l’ha presentata per dimostrare che le leggi vengono passate senza nemmeno essere lette. “Il sistema è malato”, ha detto La Vardera a Fanapage.it.
A cura di Luca Pons
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Un milione di euro di fondi regionali, da distribuire tra i Comuni che "risultano dotati di ‘ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale‘, istituiti nell'ambito dei piani comunali di assetto organizzativo". Se sembrano parole a caso, è perché lo sono. Eppure l'Assemblea regionale siciliana le ha approvate e inserite nell'ultima legge di bilancio. Un emendamento fasullo, così, ha superato tutta la trafila legislativa della Regione ed è finita nella Gazzetta ufficiale, all'articolo 56, comma 8, disponibile online.

"Ancora oggi sono sorpreso. La prima volta che ho pensato questa cosa, mai avrei immaginato che sarebbe diventata legge della Regione", ha detto a Fanpage.it Ismaele La Vardera, deputato regionale del movimento Controcorrente, che ha presentato l'emendamento. L'intenzione era dimostrare che, nelle procedure legislative della Regione guidata dal centrodestra e dal presidente Renato Schifani, le norme non vengono vagliate con attenzione, ma semplicemente approvate per rapporti di potere. E la dimostrazione si è spinta anche oltre le aspettative iniziali.

"Una legge farlocca, che non significa nulla, ma che ha superato tutti gli step dalla commissione, all’assessore fino all'aula". Peraltro l'assessore in questione è proprio Schifani: è il presidente di Regione, infatti, che al momento detiene la delega per le autonomie locali e la funzione pubblica, a cui faceva riferimento questa finta proposta.

L'articolo fittizio proponeva, appunto, di sostenere i Comuni che hanno degli "ambiti di coordinamento intersettoriale". Per essere più convincente, il testo spiegava anche che le risorse avrebbero dovuto essere divise in "proporzione all'estensione territoriale degli ambiti". Tutte espressioni che non hanno alcun significato giuridico, ma che a primo sguardo potrebbe sembrare un tecnicismo, magari un riferimento a normative specifiche e oscure. Abbastanza da far scorrere oltre chi legge in modo distratto. Certo, tra questi non dovrebbero esserci le persone elette per discutere e approvare la proposta.

Invece, la norma che stanziava ben un milione di euro è passata senza intoppi, e "tutto perché c’era ‘un accordo politico'". La Vardera ha insistito: se questa volta è andata così, quante altre volte è successo? E non con norme ‘innocue' che non significano nulla, ma magari con favori elettorali.

"Questa è la dimostrazione che vale tutto e di come alcune leggi, a prima vista incomprensibili, possano invece avere dietro mancette politiche per un Comune, un associazione o qualsivoglia destinatario. Questa cosa è assurda e andava raccontata, non è ammissibile che i soldi dei siciliani vengano gestiti in questo modo. Come non è ammissibile che le finanziarie vengano fatte di notte, con i deputati stremati e che non arrivano neanche a leggere o ad avere il tempo di comprendere gli emendamenti che passano".

L'emendamento non avrà conseguenze negative, ma il monito resta: "Questa legge, per fortuna, non significa nulla e non ha alcun senso, quindi le somme rimarranno nelle disponibilità della Regione. Ma il sistema è malato e va trovato un rimedio che non permetta di fare emendamenti ad hoc coi soldi dei cittadini". Per il momento, però, dalla Regione nessuno ha commentato per prendersi la responsabilità dell'errore.

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