La Russa invita i genitori della famiglia nel bosco al Senato: l’annuncio prima del referendum

I genitori della cosiddetta "famiglia nel bosco" incontreranno Ignazio La Russa al Senato. È l'ultima trovata elettorale del governo che, fin dalle prime battute, ha cavalcato la vicenda per portare avanti la narrazione anti magistrati che ha caratterizzato tutta la campagna per il referendum, ormai agli sgoccioli.
Nathan Trevallion e Catherine Birmingham saranno ricevuti mercoledì 25 marzo (non il 18, come si era vociferato all'inizio) a Palazzo Madama. Secondo quanto si apprende, la coppia sarebbe stata invitata direttamente da la Russa, che già in precedenza, a dicembre, aveva espresso solidarietà alla famiglia auspicando un ritorno a casa dei bambini entro Natale.
La notizia, anticipata da organi di stampa, è stato confermata dallo stesso La Russa in un video pubblicato sui suoi profili social. "Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti della sinistra, alcuni noti altri a me non noti, hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia secondo cui avrei incontrato un mercoledì di non si sa quale data, i genitori degli sfortunati bambini della cosiddetta famiglia del bosco", ha commentato. "È vero che ho espresso alla famiglia la mia solidarietà ed è vero che su questo tema sono stato sempre moderato. Così come è esattamente vero che li vedrò ma non questo mercoledì, perchè questo mercoledì non ci sarà aula, non sarò a Roma e sarò come tutti i attesa della data referendaria anche volendone fare campagna", ha precisato. "Quello che mi ha stupito è l'acrimonia per una eventuale visita, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso per incontrare privatamente chi ritiene. se ne facciano una ragione, li vedrò mercoledì prossimo, con buona pace delle polemiche inutili".
In questi mesi a più riprese, vari esponenti del governo si sono esposti pubblicamente sulla famiglia nel bosco, contestando la decisione del Tribunale dell'Aquila di allontanare i bambini dai genitori. Sia il vicepremier Matteo Salvini che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sfruttato il caso per colpire i giudici, colpevoli di aver applicato la legge.
La recente ordinanza, che ha disposto l'allontanamento della madre dalla comunità in cui era ospite assieme ai figli, ha rappresentato per l'esecutivo l'ennesima occasione per delegittimare la magistratura. Così a pochissimi giorni dal referendum la Seconda carica dello Stato ha deciso di portare alla sua maggioranza un ultimo spot per il Sì alla riforma.
La senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito democratico parla di "un atto grave e profondamente inopportuno". Il presidente del Senato "dovrebbe svolgere una funzione di garanzia e di equilibrio istituzionale", ricorda. "Invece ancora una volta Ignazio La Russa dimentica di essere la seconda carica dello Stato e sceglie di intervenire in modo plateale su una vicenda delicata, che riguarda decisioni dell'autorità giudiziaria e la tutela di minori. Le istituzioni non possono essere utilizzate per alimentare polemiche o per sostenere campagne politiche contro la magistratura, tanto più alla vigilia di un voto che riguarda proprio la giustizia".
Anche per la dem Sandra Zampa l'invito "lascia esterrefatti, ma conferma almeno tre cose". "La prima è che la destra ha veramente paura di perdere un referendum a tal punto da strumentalizzare una vicenda che coinvolge bambini. La seconda è che il Presidente del Senato usa il proprio potere senza rispetto per le istituzioni, nè per quella che lui rappresenta nè per il sistema della giustizia italiano. La terza è che a lui dei bambini e del benessere dei bambini importa veramente poco e nulla arrivando ad ignorare persino l'appello che il padre ha rivolto ai media e a tutti i rappresentanti delle istituzioni a spegnere i riflettori sulla vicenda per il bene dei suoi bambini e della sua Famiglia", osserva.
La senatrice del M5s, Alessandra Maiorino definisce quella di La Russa "l'ennesima operazione di becera propaganda costruita sfruttando una vicenda che fa presa sull'opinione pubblica, ma che non c'entra assolutamente nulla con la scellerata riforma portata avanti dalla maggioranza, che vuole smantellare pezzo dopo pezzo la nostra Costituzione. Non si tratta di tutela di minori, ma è solo teatro politico", sottolinea. "Se davvero al governo stessero a cuore i destini dei bambini, metterebbero mano alle norme che producono ingiustizie reali e quotidiane, a partire dalla legge 54 del 2006 sull'affido condiviso, da cui derivano troppe situazioni in cui i figli vengono strappati alle madri e trascinati in contenziosi dolorosi. Questo invito, se confermato, dimostra solo la loro falsa coscienza: molta propaganda, pochissima volontà di risolvere i problemi veri delle famiglie e dei bambini", conclude.