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Opinioni
13 Ottobre 2011
12:42

La “resistenza” del Cavaliere, il vuoto della politica e le stesse parole (da vent’anni)

Il Governo va avanti nonostante il ko sul bilancio, nonostante mesi di risicata maggioranza parlamentare, nonostante la crisi e nonostante l’evidente calo di consenso nel Paese. e in Aula sempre le stesse, stanche parole…
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Berlusconi-bilancio

Tutto come prima. Anzi, più di prima. Che non ci fossero grandi novità all'orizzonte, del resto, era abbastanza scontato alla vigilia. Che però il caos degli ultimi mesi, sfociato nel clamoroso rovescio sul bilancio, possa ridursi semplicemente ad un (sia pur colpevole) problema tecnico, francamente appare quantomeno singolare. Così come finanche paradossale è lo scivolamento del dibattito parlamentare successivo alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio. Eppure, il quadro d'insieme venuto fuori dal dibattito alla Camera è esattamente questo. "Il Governo ha il coraggio delle idee", "la forza nel cuore" e la "coscienza pulita". Il voto sul bilancio è un incidente, ma la "strategia del pessimismo" non vincerà e non serviranno "le congiure di Palazzo" e neanche le oscure manovre del Presidente della Camera Gianfranco Fini (ancora una volta il bersaglio principale dei peones berlusconiani). La crisi è "globale, sistemica", ma il Governo "ha messo in campo risorse decisive" e le nuove misure ci tireranno "fuori dal pantano"; del resto le "riforme epocali come il federalismo fiscale", atteso dalla "Padania che mantiene tutta l'Italia" e dai cittadini che "sono dalla nostra parte". E l'opposizione non ha la fiducia degli italiani e continua "con il suo disfattismo", dimenticando di "aver trascinato i senatori a vita in barella e con le ambulanze" pur di salvare il Governo Prodi.

Insomma, non conta poi molto se il Governo con la maggioranza parlamentare più ampia della recente storia repubblicana è da mesi costretto a rincorrere "spiriti liberi" e "voti sparsi" nel pieno della peggiore crisi economica degli ultimi 30 anni (il tutto tra mal di pancia, distinguo, gelosie, cambi di casacca ed "acquisti dell'ultima ora"). E al di là delle valutazioni politiche individuali, quello che risulta evidente è la complessiva inadeguatezza dell'intero sistema politico italiano. Un Governo incapace di incidere positivamente sulla vita quotidiana delle persone, inadeguato nell'affrontare una crisi "nerissima e complicatissima", appeso al filo dei singoli voti parlamentari e assoggettato alla volontà di "politici di professione", tra trasformismo e clientelismo, come ai "bei tempi andati della Prima Repubblica" (e vi risparmiamo il "titolare" di questa locuzione). Una maggioranza che arranca, pronta a serrare le fila solo quando in gioco vi è la "propria sopravvivenza", stanca e provata da tensioni interne, beghe di corridoio, gelosie e mal di pancia. Ma anche una politica incapace di ripensare forme e spazi della rappresentanza, con le opposizioni eternamente impossibilitate a trovare una linea di azione comuna e duratura, che prescinda dalla "solita" figura di riferimento.

E del resto, basterebbe confrontare il dibattito di oggi con quelli del mese scorso, di un anno prima, di cinque, dieci anni prima: sempre le stesse, stanche ed abusate parole, gli stessi riferimenti, le stesse autoreferenziali ambizioni, gli stessi rimpalli di responsabilità e gli stessi, immutabili protagonisti…

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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