La ministra Santanchè è indagata in un altro caso di bancarotta per il crack di Bioera

La ministra del Turismo Daniela Santanchè è indagata in un nuovo caso per bancarotta a Milano. La procura del capoluogo lombardo sta portando avanti un'inchiesta sul crack di Bioera, società che si occupava di cibo biologico. L'indagine è condotta dai pm Maria Gravina, Luigi Luzi e Guido Schininnà. Santanchè sarebbe stata iscritta nel registro degli indagati già un paio di mesi fa. Insieme a lei, anche altri ex amministratori. La ministra è è stata presidente del gruppo di Bioera fino al 2021.
È la seconda inchiesta per bancarotta che coinvolge direttamente la ministra. L'altra riguarda invece Ki Group srl, un'altra società dello stesso gruppo e controllata da Bioera stessa. Questi casi sono separati dalla vicenda Visibilia, per la quale Santanchè è stata rinviata a giudizio a gennaio dello scorso anno con l'accusa di falso in bilancio. E la vicenda di Bioera è scollegata anche dall'indagine per la presunta truffa aggravata nei confronti dell'Inps: in quel caso si attende la decisione sul rinvio a giudizio o l'archiviazione, ma i tempi si sono allungati a causa di un intervento del Parlamento lo scorso ottobre.
Anche il caso di Bioera va avanti da tempo. A dicembre del 2024, il tribunale fallimentare di Milano aveva deciso la liquidazione giudiziale (quindi il fallimento) per la società. C'erano, infatti, "plurime criticità". Tra queste la "indisponibilità di risorse utili a pagare i creditori non aderenti all'accordo di ristrutturazione dei debiti proposto dalla società", ma anche la "mancata esecuzione di un prospettato aumento di capitale".
Non sono mancate le reazioni politiche alla notizia della nuova indagine. "Siamo oltre l'imbarazzo. La permanenza di una ministra indagata era già inaccettabile; quella di una ministra plurindagata è un oltraggio alle istituzioni della Repubblica. Giorgia Meloni smetta di tergiversare e faccia ciò che da troppo tempo è necessario: chieda le dimissioni di Daniela Santanchè", hanno affermato i. componenti del Pd nella commissione Attività produttive della Camera.
"In questa legislatura la Giunta per le immunità sembra avere un'unica missione: i processi di Daniela Santanchè. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse al contrario da piangere: è davvero svilente che il Parlamento debba discutere ogni settimana dei processi della Santanchè. Ogni giorno che passa senza le sue dimissioni è un giorno perso per la credibilità delle istituzioni e per la serietà della politica", ha attaccato la senatrice M5S Ketty Damante.
"Non si tratta di un episodio isolato, ma dell'ennesima conferma di un governo che convive stabilmente con indagini e procedimenti giudiziari e che, nonostante questo, continua a dare lezioni di legalità al Paese", ha aggiunto da Alleanza Verdi-Sinistra Angelo Bonelli: "Il governo guidato da Giorgia Meloni è ormai un governo di condannati e plurindagati, che predica legalità mentre tollera situazioni politicamente e moralmente incompatibili con l'esercizio di funzioni pubbliche. Santanchè avrebbe dovuto dimettersi da tempo, per rispetto delle istituzioni e dei cittadini. La domanda è inevitabile: che cosa deve ancora succedere perché Meloni chieda a Santanchè di farsi da parte?".