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La consigliera FdI che non vuole gemellaggio con gli “storpi in Palestina” insiste: “Difendo la mia idea”

“Questa è la mia idea e la difenderò fino alla morte”. Lo ha scritto sui social la consigliera di Fratelli d’Italia a Calenzano (Firenze) Monica Castro, finita al centro delle polemiche pochi giorni fa per un suo intervento in Consiglio comunale contro il gemellaggio con una città palestinese: “Perché dobbiamo andare da quelli poveretti, storpi, ridotti male…”.
A cura di Luca Pons
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"Non si poteva fare un gemellaggio in Austria, che sono ricchi, stanno bene, si faceva un gemellaggio venivano qui e ci portavano qualche risorsa? Non ho capito perché noi ci andiamo sempre a far male. Noi dobbiamo andare da quelli poveretti, storpi, ridotti male, senza casa, senza nulla". E ancora: "Alle otto di sera mi tocca parlare di Palestina e so a malapena dov'è". Queste le dichiarazioni di Monica Castro, consigliera comunale di Fratelli d'Italia a Calenzano (Firenze), che pochi giorni fa avevano scatenato una polemica. E ora la consigliera è tornata a insistere sui social: "Questa è la mia idea e la difenderò fino alla morte", ha scritto in un post in cui ha accusato "i comunisti" di "vili e scorretti attacchi".

"Cari amici, non vi preoccupate per me: sono ancora più raggiante di prima", ha scritto Castro sul proprio profilo pubblico, dopo alcuni giorni in cui evidentemente è arrivata una risposta social al suo intervento in Consiglio comunale. "I comunisti, con i loro vili e scorretti attacchi di questi ultimi giorni, non riusciranno mai a togliermi il sorriso e la voglia di ironizzare".

La consigliera ha continuato: "Oggi mi sono anche vestita con il loro colore preferito, il rosso. Ho messo persino un gufo: mi aiuta a scacciare il loro odio e la loro tristezza. Secondo me, se continuano con questa vile propaganda, fanno del male a un intero territorio, non a me".

Poi ha ribadito la sua linea sulla questione. È utile ricordare che, nella seduta poi diventata virale, il Comune discuteva una mozione che proponeva di firmare un ‘Patto di amicizia' tra il governatore di Jenin (città palestinese in Cisgiordania, con circa 50mila abitanti, vicina a uno storico campo profughi) e il Comune di Calenzano.

"Una buona amministrazione dovrebbe prima pensare alla povertà e ai problemi dei propri cittadini e solo dopo, se avanza tempo, a quelli del mondo intero", ha insistito Castro. "Questa è la mia idea e la difenderò fino alla morte, che qualcuno di loro mi ha perfino augurato. Vado avanti più forte e determinata di prima".

A sollevare polemiche era stato il tono e il contenuto dell'intervento di Castro in Consiglio comunale. "Io non so nemmeno di che si parla. Cioè, di dove è, cosa c'è. Ammetto la mia ignoranza, non sono andata a fare il viaggetto lì, forse perché non mi interessa", aveva detto. "Non ci sono andata perché, se mi dicesse domani ‘si va, pago tutto io', (risponderei) ho da fare, non mi interessa. Sono stata in Egitto e ho sofferto perché picchiavano bambini, venivano lì a prendere tre caramelle. Ho detto no, non vado nei posti dove soffrono, preferisco andare dove ci si diverte. È una questione di sensibilità. Preferisco andare a vedere il bello che il brutto, è un limite, lo riconosco, però è una mia scelta di vita personale. Poi quando mi tocca ci vado".

La sua lamentela era stata mirata alla proposta di gemellaggio: "A Calenzano siamo sempre andati a trovare tutti questi disastri. Non si poteva fare un gemellaggio in Austria, che sono ricchi, stanno bene, si faceva un gemellaggio venivano qui e ci portavano qualche risorsa? Non ho capito perché noi ci andiamo sempre a far male. Noi dobbiamo andare da quelli poveretti, storpi, ridotti male, senza casa, senza nulla, non riconosciuti. Ditemi perché…". Poi aveva cercato di correggere il tiro: "È un discorso scherzoso, faccio per ironizzare in una situazione dove alle otto di sera mi tocca parlare di Palestina e so a malapena dov'è".

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