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13 Dicembre 2011
12:12

L’altra casta: intervista a Mario Staderini

Il segretario nazionale dei Radicali Italiani sui privilegi di Stato concessi al Vaticano: “La Chiesa Cattolica pratica un’ampia evasione fiscale con i suoi collegi, convitti e altre strutture ricettive che non pagano l’Ici. Edifici che ogni consigliere comunale, di qualsiasi città italiana, potrebbe individuare”
A cura di Enrico Nocera
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"La Chiesa paghi tutto e subito"

Intervista a Mario Staderini, segretario nazionale dei Radicali Italiani

Stringete la cinghia: ci aspetta la Manovra “lacrime e sangue”. Il vortice di stereotipi verbali che avvolge il provvedimento governativo risparmia, in verità, parecchie categorie. Almeno per quanto riguarda la tanto odiata Ici sulla prima casa, abolita dal governo Berlusconi, reintrodotta da quello Monti, sia pure sotto la forma riveduta e corretta dell'Imu. Lo scudo salva-imposta ripara la Chiesa, le Onlus e ong, le proprietà di Comuni, Regioni e Province, le Ambasciate, le Fondazioni. Tutti quegli edifici “destinati allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”. Questa la teoria. Passiamo, ora, alla prassi. Molti di questi immobili dedicati a nobile attività sociale vengono, in realtà, convertiti a uso e consumo di chi affitta appartamenti o interi condomini a caro prezzo. E molte delle proprietà in questione fanno parte del patrimonio vaticano: 115mila case, 9mila scuole e 4mila tra ospedali e centri sanitari. L’uso “non commerciale” di tali beni è, infatti, estremamente difficile da certificare. Un’amplissima zona grigia in cui, tra un “Laudate Domine” e l’altro, c’è chi gonfia il portafogli grazie a prestigiosi immobili sparsi lungo l’intera penisola. Tutto, ovviamente, senza pagare un centesimo di Ici.

A dimostrare “l’uso commerciale” di tali beni è un’inchiesta pubblicata, qualche giorno fa, da Mario Staderini. Il segretario nazionale dei Radicali Italiani si è presentato, fingendosi un sacerdote, in un convitto ecclesiastico di Milano, dedicato (sempre in teoria) ad accogliere unicamente uomini di Chiesa. Il tempo di chiedere disponibilità per una singola ed ecco giungere la sorpresa: una stanza costa 50 euro a notte. Prezzo in linea con la maggior parte degli hotel di media qualità che proliferano nelle città italiane. Siamo quindi andati ad ascoltare l’opinione di Staderini in merito: “La Chiesa deve pagare tutto e subito – afferma il segretario Radicale ai nostri microfoni – nessuna trattativa con la Cei dev’essere fatta. Il parlamento è sovrano e le leggi sono italiane”. Il segretario sottolinea come già dal 2006 il suo partito abbia proposto un emendamento, mai accolto, per l'abolizione di tale privilegio su tali convitti-hotel. Eppure il modo per individuare tali edifici esiste: basta che un qualsiasi consigliere comunale svolga una semplice ricerca delle strutture ricettive presenti sul proprio territorio di competenza che i conti comincerebbero a tornare. La zona grigia degli edifici a “uso non esclusivamente commerciale”, convertiti in fonte infinita di guadagno esentasse, verrebbe a chiarirsi, costituendo una notevole porzione di gettito fiscale nelle esangui casse dello Stato (si parla di circa 500 milioni di euro l'anno). Il problema posto da Staderini fa seguire, però, una semplice domanda: perché nessuno è interessato a svolgere questa ricerca? Se tra i politici in pochi si dedicano al discorso sull'abolizione dei privilegi, meglio contare sulla propria forza e coscienza di cittadino: "Il web può fare molto in questa situazione – propone il segretario –  metterci in guardia su un fatto: ci stanno fregando".

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