L'epidemiologo Giovanni Rezza, durante la consueta conferenza stampa della cabina di regia, ha illustrato il contenuto dell'ultimo monitoraggio dell'Iss: "Nell'ultimo periodo, dopo aver assistito a un picco, l'incidenza ora tende a scendere", ha detto ricordando che questo è accaduto solo grazie agli interventi di chiusura."Non abbiamo avuto quel temuto incremento dei casi durante le festività, grazie al fatto che sono stati implementati degli interventi. Anche l'Rt è sceso sotto dell'1: la trasmissione sta diminuendo", ha aggiunto.

Si fanno molti tamponi, ha sottolineato ancora il professor Rezza. Dal momento che ora vengono conteggiati anche i tamponi antigenici rapidi, a cui diverse persone si sottopongono, chiaramente la percentuale dei casi positivi sui casi totali è diminuita notevolmente. "L'Rt ci dice qual è il trend, quindi noi possiamo avere anche una grande differenza tra Rt e incidenza. Abbiamo un'incidenza molto alta, cioè molti casi, ma una tendenza alla diminuzione. Non sono dati discordanti, bisogna però saperli interpretare", ha spiegato ancora Rezza. La situazione per quanto riguarda gli ospedali è lievemente migliorata: "Per quanto riguarda le aree mediche siamo al di sotto della soglia critica, ma per le terapie intensive siamo oltre", ha aggiunto.

"La cabina di regia anche questa settimana ha valutato il rischio nelle varie Regioni. Non siamo noi a decidere quale sarà il colore della Regione, ma classifichiamo il rischio rispetto alla circolazione del virus sul territorio, l'impatto di questo sui servizi ospedalieri e la resilienza territoriale, quindi la capacità di testare e tracciare", ha proseguito l'epidemiologo. Precisando: "Ci sono ancora delle Regioni con un rischio elevato, quindi la Sicilia, la Sardegna, la provincia di Bolzano".

Riassumendo, Rezza ha ribadito che l'incidenza sia in lieve diminuzione nel Paese. "Però non siamo ancora in grado di tracciare i casi. Quando diciamo che l'epidemia non è sotto controllo è perché non riusciamo a fare il tracciamento. E se non si riesce a tracciare non si riesce a contenere. Possiamo dire che misure prese sostanzialmente hanno avuto effetto, perché Rt è in diminuzione, ma resta elevato l'impatto sui servizi assistenziali. Non possiamo escludere un nuovo aumento dei casi: quando tendiamo a rallentare le misure restrittive il virus ricomincia a correre, e viceversa. Meglio mantenere delle norme che ci permettono di convivere con il virus, altrimenti poi saremmo costretti a attuarne di più severe". Quindi Rezza ha chiuso sottolineando come ora sia necessario mantenere alta la guardia sulle possibili nuove varianti e concentrare gli sforzi per alleviare sempre più il carico sui servizi sanitari, impegnati nell'ingente campagna di vaccinazione.

Sui vaccini ha preso la parola anche il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, confermando che al momento nel Paese sono già stati somministrati oltre 1 milione 312 mila vaccini, circa il 70% di quelli totali. "Siamo in testa, secondi solo alla Germania, tra i Paesi europei per vaccinazioni effettuate, anche a dispetto dei ritardi e delle diminuzioni annunciate da Pfizer nelle consegne", ha detto Locatelli, annunciando anche che la farmaceutica avrebbe detto che da febbraio le consegne torneranno alla quantità prestabilita.