video suggerito
video suggerito

Inps, al via il contributo per le nuove imprese nei settori strategici: come funziona e chi può richiederlo

L’Inps introduce un nuovo contributo mensile per i giovani under 35 che avviano imprese nei settori strategici dell’innovazione. Ecco chi può richiederlo, come funziona e quali attività rientrano nel beneficio.
A cura di Francesca Moriero
0 CONDIVISIONI
Immagine

Lo scorso 28 novembre l'Inps ha diffuso la circolare n.148, attesa da tempo, che ha messo nero su bianco un nuovo incentivo rivolto ai giovani che intendono mettersi in proprio. Una misura che punterebbe ad aprire le porte del lavoro autonomo alle nuove generazioni, accompagnandole nella fase cruciale dell'avvio d’impresa, soprattutto nei comparti considerati strategici per il futuro dell'economia italiana: tecnologie avanzate, digitale e transizione ecologica.

Chi ne ha diritto

Possono fare domanda i ragazzi e le ragazze con meno di 35 anni che, al momento dell'apertura dell'impresa, risultano privi di un impiego. Il contributo non è aperto a tutte le attività indistintamente: riguarda infatti soltanto le nuove iniziative economiche avviate tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 e inserite nei comparti strategici per l’innovazione e la sostenibilità. L'obiettivo dichiarato è quello di permettere ai giovani di superare l'ostacolo principale dell’avvio: i costi iniziali, spesso difficili da coprire per chi non ha capitali propri o una rete di sostegno.

Quanto spetta e perché nasce la misura

L'agevolazione consiste in 500 euro al mese, un contributo costante che accompagna l'impresa nella sua fase più fragile. Un aiuto che può rappresentare, per esempio, il primo canone dell'officina per chi apre una bottega di riparazioni tecnologiche, oppure la parcella di un commercialista per una start-up nel campo della consulenza digitale. La misura è finanziata con fondi dedicati alle politiche attive del lavoro e mira ad ampliare le possibilità occupazionali dei giovani: non solo cercare un posto, ma crearne uno nuovo.

Quali attività rientrano nei settori "strategici"

Il ventaglio è molto ampio e comprende sia la grande industria sia tanti servizi avanzati. Ne fanno parte:

  • Le produzioni alimentari e manifatturiere, dal tessile alla chimica, dalla carta alla meccanica;
  • la filiera energetica, dal gas all'elettricità, fino agli impianti di climatizzazione;
  • l'economia circolare, come gestione delle acque, rifiuti e recupero dei materiali;
  • l'edilizia e tutte le attività legate alle infrastrutture;
  • il trasporto merci e passeggeri su strada, via mare e via aerea;
  • il vasto mondo del digitale: editoria online, audiovisivo, telecomunicazioni, software, servizi informatici;
  • le professioni tecnico-scientifiche come architettura, ingegneria, ricerca e consulenza;
  • i servizi a imprese e cittadini, dalla sanità alla formazione;
  • cultura, sport, attività artistiche e anche servizi minori come la riparazione di dispositivi elettronici.

Come presentare la domanda

La richiesta va inoltrata online, attraverso l'area riservata dell'Inps, utilizzando Spid, Cie o Cns.Vanno indicati:

  • I dati del soggetto che presenta domanda,
  • la data esatta in cui l'attività ha iniziato a operare,
  • il settore economico dell'impresa,
  • la situazione lavorativa del richiedente all'avvio.

È importante ricordare che l'azienda deve essere realmente operativa: non basta costituirla, serve l'effettiva partenza. I 30 giorni per presentare la domanda decorrono dal momento in cui l’attività comincia concretamente. Una volta ricevuta la richiesta, l'Inps verifica che tutti i requisiti siano rispettati. Se tutto è in ordine, il contributo parte dal mese successivo.

E se la domanda viene respinta?

C'è la possibilità di chiedere un riesame, sempre attraverso il portale; il richiedente può motivare la richiesta di revisione, allegare documenti integrativi e controllare l’avanzamento della procedura. È prudente farlo entro 30 giorni, anche se non è un termine perentorio. Resta sempre aperta la strada del ricorso giudiziario.

Obblighi, controlli e restituzione delle somme

Il contributo è legato alla permanenza dei requisiti. Se l'impresa cessa l'attività, se il beneficiario esce dalla società o se emergono irregolarità nelle dichiarazioni, l'Inps può chiedere la restituzione degli importi a partire dal mese in cui si è verificata la perdita dei presupposti. In caso di documentazione falsa o artifici per ottenere il beneficio, oltre al recupero delle somme può scattare la segnalazione all'autorità giudiziaria.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views