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Covid 19

In arrivo proroga a divieto spostamento tra Regioni: Draghi decide su misure anti-Covid e dpcm

Il Consiglio dei ministri convocato per lunedì 22 febbraio dovrà decidere sulla proroga del divieto di spostamento tra Regioni: l’ipotesi più probabile è che lo stop venga rinnovato fino al 5 marzo. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, studia anche le misure anti-Covid da mettere in campo con il prossimo dpcm, da far entrare in vigore dopo il 5 marzo.
A cura di Stefano Rizzuti
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Il secondo Consiglio dei ministri del governo guidato da Mario Draghi, il primo sostanziale dopo quello formale che si è tenuto subito dopo il giuramento, è già chiamato a prendere decisioni importanti per il contenimento della diffusione del Covid-19. Il Cdm è convocato alle 9.30 di domani, lunedì 22 febbraio, alle 9.30 a Palazzo Chigi. Tra i punti all’ordine del giorno c’è il decreto legge contenente “ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Di fatto si tratta del decreto che dovrebbe prorogare il divieto di spostamento tra Regioni, in scadenza giovedì. L’ipotesi più probabile è che la proroga arrivi fino al 5 marzo, anche se c’è chi chiede una linea più dura, con il divieto di spostarsi tra Regioni – anche se gialle – fino al 31 marzo.

Nuovo dpcm, decisione entro scadenza del 5 marzo

Il 5 marzo scade il dpcm attualmente in vigore, motivo per cui domani il presidente del Consiglio, Mario Draghi, incontrerà anche i presidenti di Regione per discutere proprio delle misure in scadenza. Il nuovo dpcm potrebbe non essere discusso nel Cdm di domani. I presidenti di Regione sembrano intenzionati a chiede misure omogenee per tutto il territorio nazionale, magari evitando un cambio di colori continuo, con decisioni che arrivano con poco anticipo. Bisognerà, però, capire quali potrebbero essere queste misure: una delle ipotesi avanzate è quella di rendere tutta l’Italia arancione. Ma l’accordo, al momento, non c’è neanche tra le diversi Regioni.

Le zone rosse locali

L’ipotesi che prende sempre più piede è quella di favorire provvedimenti provinciali e comunali, con sempre più zone rosse locali lì dove si riscontrano dei focolai. La richiesta che arriverà al governo e che lo stesso Draghi sembra intenzionato ad ascoltare è quella di fornire indicazioni e mettere in campo le misure con “congruo anticipo”, comunicando tutto per tempo e con una larga condivisione anche tra le Regioni e in Parlamento. Dovrebbe essere confermato il modello dei tre colori – con zone gialle, arancioni e rosse – ma con un maggior ricorso alle zone rosse comunali.

Zona arancione o zona gialla su tutto il territorio?

Draghi sembra voler seguire la linea del rigore, cercando comunque di non penalizzare eccessivamente le attività produttive. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ipotizza di tornare al modello messo in campo per Natale, con tutta Italia in zona arancione durante la settimana e poi rossa nel weekend. Contrario, invece, il suo vice Giovanni Toti: il presidente della Regione Liguria vorrebbe un’unica zona gialla con misure restrittive solamente a livello provinciale e comunale. Contrario a un’eventuale stretta sarebbe, all’interno del governo, anche Matteo Salvini con la sua Lega.

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