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In Abruzzo vogliono seppellire feti senza consenso dei genitori: Fdi presenta anche legge in Senato

Bufera in Abruzzo per la proposta di legge di Fdi, che prevede per ogni aborto che si verifichi prima delle 28 settimane e dopo i 90 giorni dal concepimento la sepoltura obbligatoria dei feti.
A cura di Annalisa Cangemi
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L'aborto torna a far discutere e a dividere. In Abruzzo ha sollevato polemiche una proposta di legge regionale presentata da Fratelli d'Italia, che riguarda la sepoltura obbligatoria dei feti, anche senza il consenso della donna che abortisce. La legge, attualmente in Commissione Sanità, sarebbe "a tutela dei bambini mai nati", ha fatto sapere Fdi, che ha incontrato la forte opposizione di Pd, M5s e forze di sinistra.

La proposta è stata bollata come "incostituzionale e illegittima" dalla Commissione Pari Opportunità della Regione, che ha bocciato il testo esprimendo parere negativo, "in quanto introduce un meccanismo volto alla tumulazione del frutto del concepimento a prescindere dal consenso della donna, attraverso l'intervento impositivo delle aziende sanitarie".

Il testo in pratica prevede per ogni aborto che si verifichi prima delle 28 settimane e dopo i 90 giorni dal concepimento, il seppellimento da parte della Asl in un'area specifica del cimitero, "anche se i genitori non provvederanno o non lo richiederanno".  Contattato dall'Adnkronos il coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni, Etel Sigismondi, ha spiegato che la proposta si basa su due punti: "Quello di informare sulla possibilità di sepoltura dei bimbi scomparsi prima della 28esima settimana di gestazione, e quello di sostenere che il feto, o seme della vita che non riesce a germogliare per vari motivi, sui quali non entriamo, non venga equiparato a un rifiuto sanitario e smaltito come tale. È una riflessione d'obbligo. Le affermazioni, dure, rivolte contro di noi, non hanno ragione di esistere, perché non entriamo nella scelta complicata, difficile e dolorosa dell'aborto e non entriamo nella Legge 194. Non vogliamo violare alcun diritto. Stiamo ponendo solo alcune riflessioni". 

Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia, si è detto favorevole "alla proposta di legge regionale di Fratelli d'Italia di creare, in Abruzzo, un cimitero dei bimbi mai nati. Secondo me si tratta di una opportunità per tante famiglie che vivono questa triste disavventura dell'aborto che possono scegliere se trattare il feto come un rifiuto speciale buttato tra altri rifiuti o tumularlo all'interno di uno spazio riservato. Credo che sia una proposta rispettosa della libertà di ciascuno e della dignità umana. Non capisco, al contrario, l'aggressione che si sta facendo a una proposta che, credo, molti accoglierebbero volentieri. È difficile poi discutere con chi si barrica dietro l'idea che è normale che si butti un feto nel secchio rifiuti senza alternativa e senza pensarci sopra".

Le reazioni

"L'Abruzzo non è il Texas", ha commentato Sara Marcozzi, capogruppo M5S in Regione Abruzzo. "C'è stato – ha detto – il parere negativo dalla Commissione Pari Opportunità della Regione, che ha ritenuto il testo illegittimo in ogni sua parte e ha ribadito il principio sacrosanto che le decisioni devono rimanere in capo alla madre e non certo alla Asl. Un parere che noi avevamo ampiamente previsto nonostante le risposte sguaiate e propagandistiche dei consiglieri Testa, Quaglieri, Liris e D'Annuntiis, impegnati a difendere l'indifendibile linea perseguita dal loro partito anche a livello nazionale".

"È molto interessante – ha aggiunto – leggere con attenzione il parere della Commissione Pari Opportunità che ha rilevato nella proposta di legge il contrasto con la legge 194, la violazione di principi costituzionali, la violazione degli artt. 8-9  della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo relativamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare e al rispetto della libertà di pensiero, di coscienza e di religione, nonché la violazione degli articoli 3 e 7 della Carta dei diritti dell'Unione Europea. Insomma la proposta di legge viola tutto lo scibile".

"Non posso che concordare, chiederò al collega di aggiungere la firma al suo ddl". Così all'AdnKronos, Simone Pillon, commentando il disegno di legge per ‘Disposizioni in materia di sepoltura dei bambini non nati', presentato dal senatore di Fdi, Luca De Carlo, che punta al riconoscimento del diritto alla sepoltura dei feti – anche di età inferiore alle 28 settimane – senza necessità di richiesta da parte dei genitori.

"Come spiega Papa Francesco l'aborto è un omicidio, è come assoldare un sicario. Per noi del Popolo della Famiglia, che da sempre seguiamo la dottrina della Chiesa, è evidente che ai feti, che poi non sono altro che bambini non nati, vittime di quel sicario medicale che li elimina dalla faccia della terra, è necessario dare degna sepoltura", ha detto Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia.

Una proposta analoga è stata presentata in Senato

Il disegno di legge per ‘Disposizioni in materia di sepoltura dei bambini non nati', presentato da Fratelli d'Italia, è approdato in Senato, sul tema della eventuale sepoltura dei feti umani anche sotto le 28 settimane. L'iniziativa, che riguarda l'eventuale sepoltura dei feti umani, è a prima firma di Luca De Carlo. La proposta è stata depositata in Parlamento lo scorso 17 novembre: il testo chiede di modificare l'articolo 7 del regolamento di polizia mortuaria, dove la sepoltura del feto per legge è solo discrezionale, legata alla richiesta dei genitori.

Fratelli d'Italia vorrebbe invece introdurre il riconoscimento del diritto alla sepoltura, non solo in presenza della formale richiesta dei genitori, ma a prescindere. L'idea è che nelle cassette che serviranno per seppellire i feti venga indicata la data del giorno dell'interruzione della gravidanza.

"I feti non sono dei rifiuti, non vanno buttati nell'indifferenziata, sono invece bimbi mai nati, non è una questione di settimane che può creare la differenza", ha detto il senatore Luca De Carlo, eletto con Fdi in Veneto.

"Il punto – ha aggiunto De Carlo – è che la legge 194 è una legge mezzo applicata, tutta la parte sulla prevenzione, l'ascolto e l'informazione è trascurata rispetto alla parte relativa all'interruzione della gravidanza. Dobbiamo dire che l'aborto volontario è un dramma, e che i bambini devono avere sepoltura, si deve dare dignità uguale ad ogni essere umano", mentre ancora i feti "si considerano rifiuti sanitari, pericolosi e anche a rischio infettivo". 

Anche la Lega è d'accordo con il contenuto della legge: "Non posso che concordare, chiederò al collega di aggiungere la firma al suo ddl", ha detto all'AdnKronos Simone Pillon.

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