Il viceministro alla Sanità, Pierpaolo Sileri, condivide sulla sua pagina Facebook una lunga riflessione su quanto sta accadendo in queste settimane. E comincia con un messaggio ricevuto da un amico e collega medico, impegnato in prima linea contro l'emergenza coronavirus. Un messaggio pieno di dolore, tra le paure degli ammalati e le difficoltà del personale sanitario che ce la mette tutta per salvare quante più vite possibile. In tutta questa sofferenza, ribadisce Sileri, non c'è spazio per le polemiche: "È una guerra. Dolorosa. Come mai prima. Sono qui che rivesto una carica politica, ma è solo avere un altro camice bianco: per i cittadini e i miei colleghi tutti. Non posso più accettare le polemiche, non mentre muoiono così tanti, vite umane, storie familiari, amati e cari. Se i miei colleghi sono in prima linea giorno e notte, non posso fare meno di loro, come abbiamo sempre fatto spalla a spalla. Dobbiamo salvarne il più possibile. Non sono accettabili le polemiche, i cialtroni, gli affaristi, e coloro che giocano proprie partite mentre c’è chi soffoca e muore per un virus".

Sileri afferma quindi di definirsi un medico, prima che un viceministro: "E non mi darò tregua per dare tutto l’aiuto possibile agli ospedali, ai medici, agli infermieri, agli operatori del 118, a tutti coloro che sono lì, sul fronte per gli altri, per persone che non conoscono ma darebbero la vita pur di farli tornare a casa". Per poi dire basta a "tutti coloro che vogliono speculare sulla morte, sul dolore, per riposizionarsi, per acquisire potere, per giocare strategie di potere, per fare affari o solo per mostrarsi mentre la morte incombe in Italia".

Definendo quindi "futili" le polemiche delle scorse settimane, in piena pandemia, il viceministro sottolinea come la nostra società ne uscirà però profondamente cambiata: "Non c’è più spazio per una società egoista, arrogante, cattiva. È il tempo dei generosi, degli altruisti, di coloro che aiutano, che cambiano l’oggi perché lo hanno sempre fatto. E lo faranno sempre. È il tempo di vedere negli altri se stessi. Dal vicino del condominio all’essere umano oltre confine. Di amare veramente pensando al futuro". Sileri prosegue quindi riflettendo sulla nuova quotidianità, "che sa di comunità" e per questo "il futuro sta diventando migliore, deve diventare migliore, perché non possiamo dare più alibi e spazio alle convenienze e ai sotterfugi, alla mediocrità, alla prevaricazione".

Il viceministro quindi conclude: "Non eravamo pronti per tutto questo. O forse siamo pronti per cambiare ogni giorno futuro che vivremo per renderlo straordinario e felice. Cominciando da oggi, lo dobbiamo a noi per consolare le lacrime dei medici e degli Infermieri, delle loro famiglie versate fino ad oggi. Le lacrime dei familiari delle vittime".