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Opinioni
7 Maggio 2012
17:49

Il trionfo del Movimento 5 Stelle farà bene al Paese (e alla politica…)

Il risultato elettorale del Movimento 5 Stelle è a dir poco clamoroso e rappresenta per certi versi la pietra tombale su “questi” partiti e su un certo modo di intendere la partecipazione politica. E adesso?
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Grillo-5Stelle

"Non esageriamo nel dire che queste piccole elezioni possano avere un significato storico perché segnano un collasso del nostro sistema politico". E' la fotografia di Gad Lerner, pochi minuti dopo la diffusione delle prime proiezioni sulle città coinvolte in queste elezioni amministrative, quella che ci sembra più lucida nell'inquadrare complessivamente la situazione. Se in effetti era lecito attendersi una crescita importante del Movimento 5 Stelle, certamente le proporzioni del consenso non possono che destare sorpresa negli analisti e commentatori politici, ma soprattutto preoccupazione nella classe politica "tradizionale". Così, mentre il Popolo della Libertà ed il centrodestra evaporano nello scoppio della bolla berlusconiana, mentre il Terzo Polo dimostra di non aver compreso che "l'autoreferenzialità della credibilità di stampo post democristiano" non può avere alcun tipo di riscontro in un momento del genere, mentre il Partito Democratico (che pure vincerà gran parte dei duelli nelle grandi città) continua ad "incartarsi" tra primarie confusionarie ed una classe dirigente territoriale di scarsissima levatura, mentre a sinistra Idv e Sel sembrano "prestigiatori senza pubblico", il Movimento di Grillo è riuscito in un vero e proprio capolavoro.

Un "rispetto" conquistato a suon di voti – Ne avevamo già parlato, ma non possiamo far altro che sottolineare con piacere come sia bastato un "semplice" risultato elettorale per far cadere (in parte o del tutto) la generica accusa di antipolitica con la quale si tendeva a liquidare l'attività del Movimento. Che, del resto, è ampia, complessa e radicata sui territori nonché "affidata" ad esponenti "nuovi, giovani e in gran parte non legati a precedenti esperienze all'interno dei movimenti politici". Insomma, la politica scopre solo oggi ciò che i cittadini avevano abbracciato già da tempo: un'idea diversa della politica e della partecipazione alla vita pubblica, progetti alternativi di un futuro possibile ed una visione disincantata e sfiduciata dei vecchi e stanchi attori della politica nazionale. Certo, non sfugga però che la vera sfida del Movimento comincia ora. Quando si tratterà di irrobustire e legittimare il consenso dando corpo a spinte palingenetiche e radicali. Quando si tratterà di ampliare ancora di più la portata del progetto e immaginare finanche un ulteriore passo in avanti sull'agone politico. Quando si tratterà di cambiare nuovamente, di ripensare criticamente una struttura ancora troppo esile e "ideologicamente" non delineata e di chiarire alcuni equivoci di fondo (dalla leadership alla democrazia interna). Una sfida vera, che farà bene al Paese. Ne siamo sicuri.

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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