Il caso sollevato da alcune dichiarazioni a mezzo stampa del procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro ha occupato le prime pagine a lungo, accendendo una durissima polemica nei confronti delle ONG che operano nel Mediterraneo. L’accusa del procuratore era basata su una sorta di teorema, quello del legame fra scafisti e ONG al fine di portare migranti in Italia per destabilizzarne l’economia, non suffragato da prove, per stessa ammissione di Zuccaro. La semplice diffusione del teorema Zuccaro, però, ha dato il via alla mobilitazione “contro” le ONG, che ha raggiunto il livello istituzionale, anche grazie ad alcuni parlamentari della Lega Nord, del MoVimento 5 Stelle e di Forza Italia.

Parallelamente in Commissione Difesa si stanno tenendo una serie di audizioni, nel solco dell’indagine conoscitiva “sul contributo dei militari italiani al controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo e sull'impatto della attività delle organizzazioni non governative”. Oggi era il turno del Procuratore della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, accompagnato dal responsabile del Gruppo interforze di contrasto all'immigrazione clandestina, sostituto commissario Carlo Parini. Una audizione fondamentale, perché ha permesso di conoscere l’orientamento di un’altra Procura impegnata in prima linea nel contrasto all’immigrazione clandestina.

Per Giordano, innanzitutto, è evidente come siano cambiati i flussi in questi anni, anche in considerazione del passaggio da Mare Nostrum alle operazioni gestite da Frontex. Poi passa a occuparsi del contributo delle attività non governative: “Come ufficio a noi non risulta nulla per quel che concerne asseriti collegamenti obliqui o inquinanti fra le organizzazioni non governative o parti di esse con trafficanti. Non abbiamo nessun elemento investigativo, eppure ci sono centinaia e centinaia di persone che abbiamo ascoltato. Certamente c’è ONG e ONG, ci sono strutture che si presentano con navi con dotazioni perfette e conformi e hanno atteggiamento collaborativo, mentre altre non hanno atteggiamenti pienamente collaborativi con la polizia giudiziaria, perché non si prestano a fornire informazioni”.

Poi sul punto aggiunge: “Noi non pensiamo che siano un ostacolo alle indagini, o un favoreggiamento dei reati (qui addirittura ride, ndr), ma crediamo sia una sorta di atteggiamento ideologico, perché loro sono a favore dei migranti e non della polizia. Il nostro scopo, del resto, è quello di capire cosa è successo fino al momento in cui viene individuato il natante, cercando di individuare gli scafisti”. Infine, i dati: “Abbiamo fatto una statistica sui salvataggi delle ONG e di Frontex, nel 2015 quelli delle ONG erano del 12%, poi nel 2016 del 14%, ora nel 2017 siamo al 28%. Ma questo dato significa semplicemente che si è intensificata l’opera di queste organizzazioni”.