Il ministro Piantedosi dice che non sapeva delle consulenze affidate a Claudia Conte

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi si è ritrovato da ieri suo malgrado al centro del dibattito politico su un possibile rimpasto di governo, dopo l'uscita di un'intervista rilasciata dalla giornalista, pubblicista dal 2023, Claudia Conte alla redazione del podcast Money Talks, e in particolare a Marco Gaetani, voce dell'emittente di Fdi Radio Atreju, oltre che dirigente leccese di Gioventù nazionale.
Piantedosi dice di non sapere nulla degli incarichi affidati a Claudia Conte
Il titolare dell'Interno, sposato con l'attuale prefetto di Grosseto Paola Berardino, non ha voluto fino ad ora commentare la notizia della presunta relazione con la 34enne, che da tempo è anche in prima linea in moltissimi eventi pubblici, e che ricopre anche incarichi istituzionali. Per esempio la collaborazione partita a febbraio "con incarico a tempo parziale e a titolo gratuito", con la commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie. Oppure la collaborazione, scovata dal Domani, nella scuola di perfezionamento per le forze di polizia, in cui ha fatto da moderatrice, da dicembre 2023 a novembre 2024, in tavole rotonde, pagata 206 euro lordi ad appuntamento.
Di entrambi gli incarichi, hanno precisato a Fanpage.it fonti del ministero vicine a Piantedosi, il ministro non sapeva nulla. Anche se, lo ricordiamo, la commissione parlamentare ha rapporti diretti con il Viminale, e lo stesso ministro, nel luglio scorso, è stato audito dai suoi membri. Mentre la scuola di perfezionamento per le forze di polizia fa capo direttamente al ministero dell'Interno.
Il ministro, secondo quanto apprende Fanpage.it, ha dato mandato al suo legale per tutelarsi da quanti in queste ore ipotizzano possa aver agevolato o affidato consulenze nei confronti di chicchessia: "Mai stati favoritismi, chi ha sostenuto e sostiene il contrario ne risponderà nelle sede competenti", ha fatto sapere.
Chi ha fatto partire la polpetta avvelenata contro Piantedosi?
Ma restano diversi punti poco chiari in questa vicenda. Uno su tutti: perché Claudia Conte ha deciso di rivelare proprio ora il suo legame con Piantedosi? C'è forse una regia dietro che ha orchestrato questo scandalo, magari per velocizzare un cambio al vertice del Viminale e favorire così un rimpasto di governo oppure le elezioni anticipate? Qualcuno potrebbe aver avallato e spinto quest'intervista proprio per assestare un colpo al titolare del Viminale, costringendolo a fare un passo indietro. Ma per il momento non ci sono certezze. Dopo che ieri Meloni ha ricevuto Piantedosi per un colloquio chiarificatore, oggi è stato Fratelli d’Italia a rinnovare la propria fiducia nei confronti del ministro dell’Interno "per l’ottimo lavoro svolto in questi anni alla guida del ministero nel contrasto all’immigrazione clandestina di massa, alla criminalità e nel rafforzamento della sicurezza degli italiani", si legge in una nota firmata dai capigruppo di FdI alla Camera e al Senato della Repubblica, Galeazzo Bignami e Lucio Malan.
Chi è il mister X che ha organizzato l'intervista di Claudia Conte a Money?
Per il momento la redazione del podcast Money Talks ha spiegato all'Ansa che ci sarebbe stata una figura dietro l'organizzazione dell'intervista, un intermediario che però non sarebbe un esponente politico, che avrebbe suggerito la possibilità che la giornalista rispondesse a una domanda sulla presunta relazione: "Claudia Conte ci è stata presentata da una persona intermediaria, la quale ci ha anche detto che avrebbe potuto rispondere alla domanda sulle voci che già circolavano sul web su di lei da tempo, potendo confermare la sua relazione con il ministro in quanto – ci aveva assicurato – lui era separato. Ovviamente teniamo riservata l'identità di questa fonte, che non è un politico. Non conoscevamo prima Claudia Conte e non c'è stata alcuna malafede da parte nostra. Quel che è certo è che non c'è stata alcuna regìa da parte nostra, ma abbiamo fatto solo il nostro lavoro di giornalisti, al di fuori di qualsiasi logica opaca. Certo, dopo quello che è successo ci poniamo degli interrogativi se ci sia stato o meno un tentativo di manipolazione".
La Lega non vuole il rimpasto, ma qualcuno vuole che Salvini torni al Viminale
Molti elementi sembrano collegare questa vicenda, che è già un caso mediatico, al Boccia-gate esploso nell'estate 2024, che ha poi travolto il ministro Sangiuliano. Certo le storie dell'imprenditrice campana e della giornalista di Cassino sono molto diverse. Anche perché Conte ha già una carriera avviata nell'informazione, conduce la trasmissione La mezz’ora legale, tutti i martedì in onda su Rai Radio 1. E può contare su un contratto di collaborazione da 200 euro lordi a puntata, iniziato sotto la direzione di Francesco Pionati, che con Piantedosi ha un rapporto di amicizia: "Non mi ha mai sponsorizzato questa ragazza, che si presentò da sola anni fa per propormi questo programma", ha assicurato però il giornalista. E prima ancora Conte conduceva una trasmissione su Isoradio, in un periodo in cui non c'era un cda di centrodestra.
Fino ad ora comunque non sono emersi conflitti d'interesse conclamati in grado di far traballare il posto di Piantedosi al ministero. Posto, bisogna ricordarlo, sempre ambito da Salvini, che non ha mai nascosto l'obiettivo di tornare alla guida del dicastero. Eppure la Lega ieri – non si sa se per mero fair play istituzionale – ha ribadito che non intende chiedere rimpasti di governo. In una nota diffusa ieri dal Carroccio, si legge che il partito "conferma totale stima e amicizia nei confronti di Matteo Piantedosi" e che nessuno chiederà "modifiche alla squadra di governo".
Qualcuno però nella Lega ha voluto lasciar trapelare che se gli alleati dovessero aprire riflessioni sulla squadra di governo, la priorità del partito sarebbe il Viminale. E non è un mistero che una frangia della Lega continui a lavorare sottotraccia per piantare di nuovo la bandierina del Carroccio in quel dicastero. Fonti del partito consultate da Fanpage.it però hanno garantito che l'intervista non sarebbe stata pilotata da Salvini e dai suoi: "Non sarebbe vantaggioso un ritorno al Viminale per pochi mesi a fine legislatura, quando saremo concentrati nella campagna elettorale per le Politiche", hanno detto fonti autorevoli del partito a Fanpage.it. Chi ha teso allora questa trappola al ministro, se non si è trattato di fuoco amico? Le stesse fonti consultate da Fanpage.it sono convinte che il caso mediatico si spegnerà entro Pasqua, a meno che non emergano incarichi e consulenze affidati a Conte giudicati inopportuni vista la sua vicinanza al ministro. Non reggerebbe nemmeno l'ipotesi di un colpo basso assestato dagli alleati di Fdi alla Lega: "Piantedosi è stato eletto in quota Lega ma è pur sempre un tecnico, non è un esponente politico militante del partito, non gira con la spilletta della Lega…". Sicuramente è una strana circostanza il fatto che l'intervistatore, Marco Gaetani, faccia parte della galassia di Fdi. Difficile pensare a questo punto che il partito della premier non sia implicato in qualche modo nello strano dossier.
Intanto nella pagina Instagram di Conte tutto tace, o quasi. L'ultimo video pubblicato risale a oggi, e riguarda la ‘Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo': la giornalista sponsorizza PizzAut, un progetto di inclusione sociale e lavorativa per persone autistiche. Nessun accenno alla bomba che ha fatto scoppiare.