Green pass e certificazioni verdi sono la stessa cosa, e servono per spostarsi sul territorio nazionale (per ora). A chiarire il punto è il governo Draghi, che ha inserito i pass tra le faq di Palazzo Chigi. L'obiettivo è ripartire e tornare gradualmente alla normalità, e l'esecutivo pensa di costruire questo passaggio grazie ai certificati. Oggi servono a entrare e uscire da Regioni in zona rossa e arancione, domani potrebbero essere utilizzati per accedere agli stadi, per partecipare ai concerti, per viaggiare dentro e fuori dall'Italia, per assistere a conferenze, congressi o grandi eventi. Insomma, la certificazione sembra l'unica chiave per tornare al mondo precovid, almeno per ora, nonostante le perplessità manifestate da più parti sullo strumento, che viaggia parallelamente rispetto al green pass europeo (ancora in fase di discussione).

Le faq del governo: cosa sono le certificazioni verdi

A spiegare cosa sono le "certificazioni verdi" e il "pass" è il governo nelle faq di Palazzo Chigi: sono certificazioni che attestano la "sussistenza di condizioni personali" che consentono "gli spostamenti sul territorio nazionale". Poi viene spiegato quali condizioni servono per ottenerle: "Aver completato la vaccinazione anti-SARS-CoV-2; essere guariti da COVID-19, con cessazione dell'isolamento; aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2". Insomma le strade sono tre: vaccino, guarigione dal Covid o tampone. Le tempistiche che garantiscono, però, sono molto differenti.

Quanto durano i pass verdi del governo Draghi

Le tre certificazioni verdi hanno tempi di validità e modalità di rilascio differenti. La certificazione di avvenuta vaccinazione "ha una validità di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale" ed è rilasciata, su richiesta dell'interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria o dal sanitario che effettua la vaccinazione, al momento stesso dell'effettuazione dell'ultima dose prevista. Inoltre la certificazione "è disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell'interessato". Nel caso in cui la vaccinazione sia già stata completata prima dell'entrata in vigore dell'ultimo decreto Riaperture che inserisce il provvedimento, la certificazione si può richiedere alla struttura che ha effettuato la somministrazione.

La certificazione verde "per avvenuta guarigione" ha una validità di sei mesi "dalla guarigione stessa" ed è rilasciata, sempre su richiesta dell'interessato in formato cartaceo o digitale, "dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero o, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell'interessato".

Nel terzo e ultimo caso, la certificazione verde "per tampone negativo ha una validità di 48 ore dall'esecuzione del test" ed è prodotta, ancora una volta su richiesta dell'interessato e in formato cartaceo o digitale, "dalle strutture sanitarie pubbliche, da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test previsti o dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta".