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Lotto e Superenalotto

Il governo Meloni valuta di anticipare la gara del Lotto per fare cassa: cosa cambia per chi gioca

Circola l’ipotesi che il governo possa anticipare l’asta che assegna la concessione per gestire il Lotto. Gli introiti per lo Stato potrebbero superare gli 800 milioni di euro, ma per i giocatori non cambierebbe nulla. Sul tavolo ci sono anche altri interventi sulle scommesse online e i punti di vendita e ricarica.
A cura di Luca Pons
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Una mano al governo Meloni, sempre alla ricerca di fondi per la sua prossima legge di bilancio, potrebbe arrivare dal gioco del Lotto e dalle scommesse online. Secondo quanto anticipato dal Messaggero, infatti, l'esecutivo starebbe pensando di anticipare la messa all'asta della gestione del Lotto, e potrebbe fare lo stesso anche per le scommesse online.

Nel complesso, questi interventi potrebbero portare circa un miliardo di euro nelle casse dello Stato. Va sottolineato, comunque, che per chi gioca al Lotto non cambierebbe nulla: il servizio continuerebbe anche nel periodo dell'asta, e anche con la nuova gestione il gioco resterebbe sostanzialmente lo stesso, al di là delle iniziative che l'azienda vincitrice potrebbe decidere di portare avanti.

Quanti soldi ottiene lo Stato mettendo all'asta il Lotto

Il gioco del Lotto ogni anno vede una raccolta premi da circa 8 miliardi di euro. A gestirlo è lo Stato, che regolarmente dà in appalto la concessione. L'ultima volta è avvenuto nel 2015, quando a vincere è stato un consorzio guidato ad Igt, azienda del settore che opera attraverso la controllata Lottoitalia. Il pagamento è stato di 770 milioni di euro, la base d'asta era stata fissata a 700 milioni. La concessione dovrebbe scadere nel novembre del 2025, ma il governo starebbe valutando la possibilità di anticipare la scadenza di un anno. Nella prossima asta la base sarà più alta, probabilmente attorno agli 800 milioni di euro sia a causa dell'inflazione sia perché la raccolta premi è cresciuta.

Il concessionario, cioè l'azienda che vince il bando, se ne prende una parte (oggi è l'aggio è al 6%, ma la quota potrebbe essere aumentata o ridotta). Perciò, se aumentano gli incassi deve salire anche il prezzo da pagare all'asta per ottenere la gestione del Lotto. Insomma, potrebbero arrivare (almeno) 800 milioni di euro nelle casse dello Stato l'anno prossimo. O meglio 400 milioni circa nel 2024 e il resto nel 2025.

Per i clienti, invece, non cambierebbe nulla: il servizio resterebbe lo stesso, anche se potrebbero esserci delle differenze decise dalla nuova gestione. Si tratterebbe di un cambio di gestione che non influenzerebbe il gioco in sé, ma solo l'assegnazione dei diritti.

Gli altri interventi su scommesse online e punti ricarica

Ci sono anche altre possibilità, che potrebbero essere messe in atto anche prima della legge di bilancio. La prima riguarda di nuovo le concessioni, ma per le scommesse online. Lo Stato può decidere di assegnare i diritti di raccolta – ovvero il permesso di gestire un servizio di scommesse online – e in questo caso, a differenza del Lotto, non c'è un limite di aziende che possono vincere la concessione.

Il prezzo fisso sarebbe di 6 milioni di euro, per ottenere i diritti. La stima è che potrebbero partecipare tra i trenta e i quaranta operatori del settore. Quindi, si potrebbe arrivare a un incasso massimo di 240 milioni di euro. In più, sempre nell'ambito delle scommesse potrebbe essere aumentata l'imposta per le aziende, dal 22% al 26%, portando circa 70 milioni di euro.

Infine, potrebbe arrivare una "regolarizzazione" per i punti vendita ricarica, i cosiddetti Pvr. Concretamente si parla di sale giochi, bar e altre attività dove si può ricaricare le schede per il gioco online. Al momento, non c'è modo di sapere con esattezza quanti Pvr ci sono in Italia, anche se le stime parlano di 70mila circa, e per questo si potrebbe intervenire chiedendo un pagamento per mettersi in regola, con una cifra che potrebbe andare dai 200 ai 700 euro. Nel complesso, le entrate potrebbero attorno ai 30 milioni di euro.

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