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Il documento che spiega cosa vuole fare il governo Meloni per difendere l’Artico dopo il caso Groenlandia

Oggi il governo ha presentato la sua strategia per l’Artico. Un documento aggiornato rispetto all’edizione del 2015, in cui viene illustrata la posizione dell’Italia sul futuro della regione, anche alla luce dei cambianti climatici e geopolitici dell’area a partire dalle mire degli Stati Uniti sulla Groenlandia.
A cura di Giulia Casula
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Oggi il governo ha presentato il nuovo piano nazionale per l'Artico. Un documento aggiornato rispetto all'edizione del 2015, in cui viene illustrata la strategia italiana alla luce dei cambianti climatici e geopolitici nell'area (a partire dalle pretese statunitensi sulla Groenlandia). Tuttavia il testo non fa riferimento, se non una sola volta e in termini abbastanza generici, all'alleato americano né tantomeno a Donald Trump.

Cosa dice il documento presentato oggi dal governo sull'Artico

Il documento, che affronta aspetti politici, economici e scientifici, si propone come obiettivo quello di consolidare il ruolo dell’Italia come partner influente per l'Artico e di promuovere una gestione della regione basata sulla cooperazione multilaterale. Dal 2013 infatti, il nostro Paese partecipa al Consiglio artico in qualità di Stato osservatore.

In un passaggio si ribadisce che il governo italiano "riconosce i diritti di sovranità" e " diritto internazionale, in particolare il diritto del mare, quale solida base per la gestione del contesto marino Artico; rispetta i valori, gli interessi, la cultura e le tradizioni delle popolazioni locali e indigene e promuove la collaborazione bilaterale e multilaterale con gli Stati artici e con gli Stati non artici interessati all’Artico". 

Vengono elencate inoltre, le infrastrutture chiave gestite dall'Italia nell'artico. Si tratta della base "Dirigibile Italia" a Ny-Ålesund (Svalbard), fondata nel 1997 e l'osservatorio THAAO, istituito nel 1990 in Groenlandia. Più recente invece, l'istituzione del Comitato Scientifico per l’Artico (CSA) e del Programma di Ricerche in Artico (PRA), nati nel 2018 col compito di coordinare le attività scientifiche sul territorio

Un'altra parte si concentra sulla sicurezza geopolitica della regione, che negli anni ha subito una crescente militarizzazione (soprattutto russa) a cui si sono aggiunte le sempre più pressanti attenzioni degli Stati Uniti. "L'Italia contribuisce alla deterrenza e difesa del fianco Nord dell'Alleanza, specialmente dopo l'ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato", si ricorda In particolare dal 2017 la Marina militare italiana conduce il programma di ricerca High North e mappa i fondali per la sicurezza della navigazione, mentre l'Aeronautica garantisce supporto logistico nell'area.

Il documento infine, si sofferma sulla dimensione economica dell'Artico, interpretata come "un'opportunità in continuo sviluppo per le imprese italiane, includendo settori quali la costruzione di infrastrutture, le energie rinnovabili, l’industria della difesa, i minerali e le terre rare, le biotecnologie e l’intera economia blu, fondata sui pilastri della circolarità e sostenibilità". Nel testo si fa riferimento a grandi aziende italiane che operano in ambito energetico, cantieristico e della difesa quali Eni, Fincantieri e Leonardo.

Le critiche, Bonelli (Avs): "Vogliono sfruttare la regione come Trump"

Un passaggio che ha attirato le critiche delle opposizioni. Angelo Bonelli, di Avs, ha accusato il governo di "inseguire" Trump e la sua logica di sfruttamento dell'Artico, definendo il documento una sorta di Piano Mattei per il Polo Nord. "L'Artico, per noi Verdi, deve invece diventare un'area demilitarizzata e dichiarata riserva della biosfera, dove va vietato ogni sfruttamento economico che non sia quello delle comunità locali", ha sottolineato.

"Con la crisi climatica che sta causando lo scioglimento dei ghiacciai, l'Artico è minacciato dallo sfruttamento minerario e, conseguentemente, dalla sua militarizzazione. Il prezioso ecosistema del Polo Nord ha un ruolo cruciale nel regolare il clima della Terra: ciò che accade in Artico non resta confinato, ma influenza le correnti oceaniche e il clima di tutto il pianeta", ha rimarcato Bonelli. "I ghiacci, riflettendo la luce solare come uno specchio (un effetto conosciuto come albedo), riescono a limitare il calore assorbito dal mare e sono potenti alleati contro il riscaldamento globale. Per questo, alterare tale ecosistema provoca conseguenze gravi anche alle nostre latitudini: molti dei fenomeni meteorologici estremi che si verificano di recente, con frequenza sempre maggiore, hanno origine proprio qui. Alla destra – ha sottolineato – della crisi climatica non interessa nulla: se molte città costiere andranno sott'acqua con lo scioglimento dei ghiacciai, non importa. È un egoismo in nome dei soldi e degli interessi economici".

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