Il caso dell’ateneo di Bologna che ha detto no a un corso di laurea per militari: Crosetto contro i prof

A Bologna diventa un caso tutto politico il rifiuto dal parte dell'università di avviare un corso di laurea in Filosofia per un gruppo selezionato di giovani ufficiali dell'Accademia di Modena. "Se fossi una facoltà di Filosofia e il capo di Stato maggiore mi chiedesse di formare i miei ufficiali io sarei onorato", ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nel panel "L'arte della pace: dialogare si può, si deve", durante il CasaCorriere Festival al Palazzo Reale di Napoli.
"Sarei onorato di migliorare il più possibile la cultura e le capacità di analisi delle persone a cui è affidato l'uso della forza per la mia difesa", ha continuato il ministro, riferendosi al rifiuto di avviare il corso di laurea. "Abbiamo bisogno di Forze Armate acculturate e visionarie perché affidiamo loro la nostra sicurezza. Più sono preparate e più sono in grado di capire i fenomeni meglio è per il nostro futuro", ha spiegato Crosetto.
La richiesta è partita dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello, ed era stata pensata per circa quindici giovani ufficiali. Ma l'ateneo si è opposto, ritenendo l'iniziativa un modo per "militarizzare" l'università.
Il ministro della Difesa aveva criticato la scelta dell'ateneo sui social: "I professori dell'ateneo di Bologna, che hanno rifiutato di avviare un corso di laurea per alcuni ufficiali dell’Esercito italiano, temendo (così dicono) la (presunta) ‘militarizzazione' della loro Università, possono stare tranquilli: quegli ufficiali che loro oggi rifiutano sdegnati, oggi, domani e sempre, saranno pronti a difenderli ugualmente, ove e in caso fosse necessario", si legge sul suo profilo X. "Spero solo che, ove e se (Dio non voglia), ciò accadesse, questi professori saranno, almeno moralmente, a fianco delle forze armate che hanno giurato di difendere, sulla Costituzione, sempre e ovunque ogni cittadino italiano. Come fanno già tutti i giorni".
"Per creare un pensiero laterale nell'esercito, per dare la possibilità di pensare in maniera differente e uscire dallo stereotipo, ho deciso di avviare un corso di laurea in filosofia per i miei giovani ufficiali. Ho chiesto all'Università di Bologna per inserire 10-15 dei miei ufficiali. Non hanno voluto avviare questo corso per timore di militarizzare la facoltà. Non posso giudicare le scelte che competono ad altre istituzioni, però rappresento che un'istituzione come l'Esercito non è stata ammessa all'università", ha detto il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Carmine Masiello, intervenendo sabato 29 novembre a Bologna per gli Stati generali della Ripartenza e dicendosi "sorpreso e deluso".
Anche la ministra Bernini contro la mancata attivazione del corso
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha sentito al telefono il rettore dell’Alma Mater di Bologna, Giovanni Molari, per chiedere spiegazioni sulla scelta di non attivare un corso di Filosofia per giovani ufficiali. Nonostante il rispetto della procedura prevista, che consente al dipartimento, quello di Filosofia nello specifico, di valutare liberamente simili richieste, la ministra ha detto di aver condiviso la delusione del generale Carmine Masiello per il rifiuto da parte dell'ateneo
Secondo Bernini "non è soltanto una scelta discutibile, ma una rinuncia alla propria missione formativa. Un dipartimento che teme la ‘militarizzazione' davanti a un percorso di studi rischia di compromettere la funzione stessa del sapere: aprire, non chiudere; includere, non escludere. Non esiste libertà senza sicurezza, e non può esserci sicurezza senza una Difesa preparata e capace di leggere la complessità del nostro tempo. Una società che diffida dei propri servitori in uniforme dovrebbe interrogarsi sulle proprie fragilità, non sul ruolo delle Forze Armate".
La maggioranza contro l'ateneo
Diversi membri della maggioranza hanno attaccato l'ateneo, chiedendo di rivedere le proprie posizioni: "Mi auguro che l'Università di Bologna stia già rivalutando la decisione con cui è stato rifiutato da alcuni professori dell'ateneo di avviare un corso di laurea per alcuni ufficiali dell'esercito italiano. È un fatto molto grave che sinceramente non trova alcuna giustificazione, se non puramente ideologica. Nei prossimi giorni presenterò un'interrogazione parlamentare su questa vicenda su cui chiedo massima chiarezza. I nostri uomini e le nostre donne dell'Esercito italiano rappresentano un presidio fondamentale per garantire la sicurezza e la difesa del Paese. Meritano supporto e sostegno, anche sotto il profilo formativo, affinché il loro ruolo possa essere ulteriormente valorizzato", ha detto il deputato della Lega Eugenio Zoffili, capogruppo in commissione Difesa alla Camera dei Deputati.
Della stessa idea anche Fdi: "Il rifiuto dell’Università di Bologna di ospitare un corso di filosofia per giovani ufficiali dell’Esercito, per il timore di una presunta ‘militarizzazione' della Facoltà, solleva una questione seria sul rispetto dei principi costituzionali. Le Forze Armate sono previste dalla Costituzione e operano a tutela della libertà e della sicurezza della Repubblica. Allo stesso modo le Università, per dettato costituzionale, devono essere luoghi di pluralismo, confronto e uguaglianza, non spazi guidati da pregiudizi ideologici e da una deriva woke che sta producendo evidenti distorsioni. Formare culturalmente chi serve lo Stato non è una minaccia, ma un valore per la democrazia. Il rispetto per le istituzioni non dovrebbe mai essere messo in discussione", ha commentato Antonio Baldelli, deputato di Fratelli d’Italia.
Secondo Galeazzo Bignami, capogruppo Fdi alla Camera si tratta di "Un rifiuto incomprensibile", "Ed è sorprendente che in un luogo di cultura, quale l’università, che dovrebbe essere simbolo di inclusione si sia dato questo pessimo esempio di esclusione. Mi auguro che il Dipartimento possa riconsiderare la propria decisione alla luce dell’alta missione che svolge il nostro Esercito".
Anche per Piero Fassino (Pd) vicepresidente della commissione Difesa della Camera, il diniego dell'ateneo è un errore: "Che l'università di Bologna abbia rifiutato la richiesta del Capo di Stato Maggiore gen. Masiello di attivare un corso di filosofia per 15 ufficiali è la triste e desolante conferma della deriva del mondo accademico, sempre piu' incline a battaglie ideologiche e manichee anziche' essere luogo di formazione e creazione di sapere".
"Mi auguro – ha concluso – che le autoritàaccademiche di una delle più antiche e prestigiose università del mondo rivedano il loro rifiuto".
La polemica sulla legge per la leva militare volontaria
Proprio in questi giorni il ministro della Difesa Crosetto è stato attaccato per aver rilanciato la proposta di avviare l'iter di una proposta di legge per una leva militare volontaria: "Non rispondo neanche a chi parla di bellicismo, è una provocazione talmente stupida e falsa", ha ribadito a margine di ‘CasaCorriere', a Napoli. "Non ho capito lo stupore – ha aggiunto -, significa solo chiedere a dei volontari la disponibilità, perché abbiamo la necessità non solo di avere delle forze armate professionali, ma anche di formare una riserva che possa essere pronta a dare supporto per qualunque evenienza".
A proposito della riserva, Crosetto ha spiegato che "coinvolge tutti", militari e civili. "Pensate all'esempio svizzero – ha aggiunto -, riserva significa intervenire in caso di crisi, non solo per difendere il Paese, ma anche per ripristinare una centrale elettrica o un acquedotto, per fare degli interventi che richiedono delle competenze che molti civili hanno".