
Di notte, come i sonnambuli o i topi, hanno spaccato la targa in ricordo di Samb Modou e Diop Mor. Un gesto però più da fascisti che da sonnambuli, non trovate?
O forse mi sbaglio io. Io che sono soltanto un “sinistronzo” (cit.). Io che non mi sono accorto che il fascismo è finito 80 anni fa. Io che non riesco a vedere anche le cose buone fatte da Mussolini. Mi sbaglio io che vivo con la testa rivolta all’indietro, mica loro che oggi hanno spaccato la targa in ricordo di due cittadini senegalesi, residenti a Firenze, scelti come obiettivo per il colore della loro pelle da un fanatico razzista di nome Gianluigi Casseri.
Sono passati 15 anni da quel duplice omicidio, e le cose oggi sono peggiorate. O forse è tutta una mia allucinazione. Le braccia tese alle feste di Gioventù Nazionale e gli slogan “Sieg Heil”, riprese in un’inchiesta di Fanpage.it, forse non sono mai avvenute.
Le aggressioni neofasciste in Italia, nell’ultimo anno, tutta propaganda della sinistra. E il saluto a braccio teso di Elon Musk negli Stati Uniti d’America? Solo un caso. L’invito di Matteo Salvini ad André Ventura, quest’anno a Pontida, cioè al leader portoghese che presentò una mozione in cui proponeva di togliere le ovaie alle donne che avevano abortito, solo una battuta, nevvero?
Anche la saldatura sempre più netta dell’Italia con i trafficanti libici, al punto da rimpatriare in fretta e furia, con un nostro aereo di Stato, il criminale Almasri per sottrarlo al giudizio della Corte penale internazionale, un nostro abbaglio.
Il conio di nuove parole d’ordine come “remigration”, cioè remigrazione, parola a più livelli imparentata con "deportazione". E il Remigration Summit, le forze nazionali europee più conservatrici, sapete poi dove si è svolto? In Italia. Perché da noi il terreno è fertile e quelle forze si sono sentite accolte. Ma perché noi siamo il Belpaese e accogliamo le persone con una dieta Mediterranea equilibrata, non perché al Governo in Italia c’è un partito che ha nel proprio simbolo la fiamma che arde sulla tomba di Mussolini. Siamo noi che facciamo peccato a pensar male, e quella fiamma richiama solo il simbolo degli Arditi. Siamo noi ad aver interpretato male la Storia e il Remigration Summit si è tenuto in Italia, poche settimane fa, solo perché c'era uno sconto sui biglietti dei treni, che arrivano puntuali.
Altre cose accadute in tempi recenti o recentissimi, vado a memoria, che assolutamente non hanno niente a che vedere con i fascisti: il tentato incendio a un centro islamico, a Montello. La sede della “Casa del Popolo Thomas Sankara” a Catanzaro vandalizzata a giugno di quest’anno. E poco importa che in entrambi i casi ci siano state le rivendicazioni e nel primo caso l’arresto del responsabile, è comunque un nostro delirio, non sono atti fascisti, al massimo un po' fascy che è tutta un'altra cosa.
Ricordo poi le aggressioni fisiche con aggravanti razziali durante la “Festa in Rosso” a Quinzano, e l'esplosione di un ordigno. Il blitz dei Carabinieri il 10 giugno contro Do.Ra per apologia del fascismo, a Varese. Ritrovate svastiche e immagini di Hitler, dieci indagati tra cui il leader Alessandro Limido.
Ovunque, in questi anni, sono poi aumentati i minori coinvolti in episodi di matrice suprematista e razzista, sia online che in contesti dal vivo.
Ma siamo noi ad esagerare. Noi che non cogliamo i segnali giusti. Noi e ovviamente i servizi di intelligence italiani, che anche quest’anno hanno segnalato alla Camera il pericolo rappresentato dalla crescita della destra suprematista.
Siamo noi a essere ossessionati da qualcosa che non c’è più, siamo noi che non ci accorgiamo che ha ragione la signora Contessa, scandalizzata per uno sciopero e non per un genocidio.
La verità, forse un giorno ci convinceremo (ma anche no), è davvero quella che i fascisti non esistono più perché il fascismo è morto 80 anni fa, e in piazza Dalmazia a Firenze hanno spaccato una targa che non è mai esistita in una piazza che ci siamo inventati in ricordo di due immigrati che non sono mai stati davvero ammazzati da un simpatizzante di Casa Poud, un'organizzazione che è stata sgomberata, anzi sciolta, anzi è sempre lì ma soltanto perché fa tanto bene al quartiere il loro presidio fascista, o come lo vorremo chiamare.
Un giorno ci convinceranno che Cristo è morto di sonno, che la targa per Samb Modou e Diop Mor si è rotta perché si è staccato il chiodo che la sorreggeva, che il fascismo ha fatto anche cose buone e infatti le vediamo anche oggi, tutti i giorni. Nel frattempo, in attesa che ci convincano, possiamo però ricordare le parole di Sandro Pertini: "Tutte le idee vanno rispettate, il fascismo no. Non è un'idea. È la morte di tutte le idee".
