Dopo giorni di discussioni e polemiche, il Consiglio dei Ministri ha dato l'ok nel corso di una seduta lampo alla nomina del prefetto Guido Longo a Commissario alla Sanità della regione Calabria. La conferma è arrivata via social dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che su Twitter ha scritto: "Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità". Per Longo, accettare l'incarico è stato "un atto d'amore verso la Calabria, che é la regione in cui mi sono formato professionalmente come funzionario di polizia. Il mio é anche un dovere istituzionale verso il Governo, che mi ha scelto e che ringrazio".

Longo, 67 anni, ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto. Già dirigente di Squadra mobile, Dia e Servizio centrale, è stato questore di Caserta, Reggio Calabria e Palermo, mentre in Calabria ha ricoperto anche il ruolo di prefetto di Vibo Valentia. Vanta all’attivo importanti operazioni antimafia e la cattura di numerosi latitanti: fu proprio lui, da questore di Caserta, a coordinare le indagini che portarono all'arresto dei latitanti dei Casalesi Antonio Iovine, Michele Zagaria e, soprattutto, del capo assoluto del clan, Francesco Schiavone, detto Sandokan. Quindi la promozione a Prefetto e la sua nomina a Vibo Valentia, dove é rimasto per due anni. A luglio, dopo la delibera sullo scioglimento del Consiglio comunale di Partinico, da parte del Consiglio dei ministri, è stato inserito nella commissione straordinaria composta anche da Maria Baratta, viceprefetto aggiunto, e Isabella Giusto, funzionario economico-finanziario.

Il suo sì al governo per ricoprire la carica di commissario alla Sanità della Calabria è arrivato dopo la fumata di Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, che aveva posto tre condizioni al governo per accettare l’incarico, che però non sono state accettate da Palazzo Chigi. Il governo ha dovuto lavorare a lungo per trovare un sostituto per l'ex commissario alla Sanità Saverio Cotticelli, che si è dimesso dopo un'intervista a Titolo Quinto sul piano Covid, e dopo che i due nominati nelle scorse settimane, Zuccatelli e Gaudio, hanno rinunciato all'incarico. Era stata data per praticamente certa la scelta di Narciso Mostarda, medico che dirige la Asl Roma 6, che piace al Pd, e che era stato proposto dal ministro dell'Economia Gualtieri, con l'avallo del ministro della Salute Speranza. Ma la fumata bianca è arrivata solo con Longo.