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Guerra (Oms) indagato a Bergamo per false informazioni durante la sua audizione sul Piano pandemico

Ranieri Guerra, vicedirettore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ed ex direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute è indagato dalla procura di Bergamo per false informazioni ai pm. Al centro della vicenda c’è il documento dell’Oms, prima approvato e poi ritirato in circostanze da chiarire, sulla gestione della prima ondata nella Bergamasca e sul piano pandemico che, come si affermava nel report, non veniva aggiornato dal 2006.
A cura di Annalisa Girardi
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Il vicedirettore vicario dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ed ex direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute, Ranieri Guerra, è indagato dalla procura di Bergamo. L'accusa è quella di aver reso ai pm false informazioni durante la sua audizione sul piano pandemico lo scorso 5 novembre. Quel giorno era stato convocato come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta sul piano pandemico e l'epidemia nella Bergamasca e aveva dichiarato di non aver mai spinto i funzionari dell'Oms, nel bel mezzo della prima ondata che aveva colpito il nostro Paese nella primavera 2020, ad eliminare lo studio per cui la gestione dell'emergenza da parte del governo italiano era "improvvisata e caotica".

Si tratta del rapporto dell'Oms "An unprecedented challenge: Italy’s first response to COVID-19", in cui si rimarcava anche con il piano pandemico non fosse mai stato aggiornato dal 2006. Non risultano ipotesi di reato per quanto riguarda il mancato aggiornamento del piano, questione che ha comunque innescato accese polemiche nel dibattito pubblico e politico. Il problema sarebbero piuttosto le circostanze in cui questo documento, realizzato da un gruppo di ricercatori dell'ufficio dell'Organizzazione a Venezia, è stato prima approvato e poi ritirato.

La procura di Bergamo ha ascoltato il parere dei ricercatori dell'Oms da cui sarebbe emersa una versione diversa da quella raccontata da Guerra. Il referente dello studio, Francesco Zambon, in particolare avrebbe citato direttamente Guerra e avrebbe detto di aver subito delle pressioni da questi per rimuovere il documento. Secondo gli investigatori, Guerra avrebbe agito in questo modo per cercare di salvaguardare il suo ruolo in quanto responsabile della Prevenzione al ministero (carica da lui occupata fino al 2017), ma anche i rapporti tra il governo italiano e l'Oms.

"Mi auguro che l’Oms possa rispondere con tutti i dettagli, le spiegazioni e i chiarimenti necessari, dato che la mia posizione è cristallina nonostante le insinuazioni di alcuni", ha commentato Guerra, che si è detto "veramente stupito e profondamente amareggiato" dalla notizia di essere indagato per false informazioni. E ancora: "Io ho dichiarato ai pm tutto quello che sapevo a quel momento, in totale buonafede. Ho capito a seguire di non avere avuto accesso a molte informazioni, ma credo che questo i pm lo abbiano bene valutato. Non so neppure quali siano queste presunte contraddizioni che possano avere identificato, dato che non ho avuto accesso ai quesiti da loro posti all’Oms".

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