"Il digiuno per salvini è un atto ridicolo. Marco Pannella usava la pratica nonviolenta dello sciopero della fame e della sete come risposta a un male collettivo. Il satyagraha è la disobbedienza civile di Gandhi, Mandela e Martin Luther King. Scelta drammatica non gioco privato". Lo ha scritto sui suoi account Facebook e Twitter Roberto Saviano.

Il giornalista si riferisce all'iniziativa lanciata ieri dalla Lega in difesa dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ora rischia di dover affrontare un processo per sequestro di persona per il caso Gregoretti. Mentre la Giunta per le immunità del Senato ieri era riunita per votare la relazione del presidente Maurizio Gasparri, che chiedeva di negare l'autorizzazione a procedere nei confronti del leader del Carroccio, i leghisti hanno messo online un sito internet dedicato alla vicenda. Sul sito, Digiunopersalvini.it, viene chiesto agli utenti di aderire a una manifestazione di protesta: digiunare per un giorno in segno di solidarietà al Capitano. Nell'homepage si legge: "Matteo Salvini a processo, rischia la galera per aver difeso la Patria! Io sto con lui e digiunerò per un giorno in segno di solidarietà". All'iniziativa hanno aderito oltre 4mila persone, anche se, come vi abbiamo raccontato, nell'elenco delle firme compaiono profili falsi, non essendoci alcun controllo.

Lo stesso Matteo Salvini ha annunciato ieri sera di voler digiunare per un giorno per difendere la sua posizione: "Digiuno anche io, vorrà dire che stasera faccio una cena sostanziosa e domani eviterò tortellini, cappelletti e lasagne. Per un giorno non mi fa male, perché in questi giorni in Emilia-Romagna penso di aver preso due chiletti", ha detto scherzando.

Eppure questa dichiarazione sembra essere in contraddizione con la richiesta che lui stesso aveva fatto ai suoi: era stato proprio lui infatti a chiedere ai suoi senatori di mandarlo a processo, bocciando la relazione di Gasparri; e lui stesso ha assicurato ieri sera che la Lega voterà a favore del processo per il voto decisivo, quello del 17 febbraio, quando l'Aula stabilirà se accogliere o meno la richiesta del tribunale dei ministri di Catania.