Matteo Salvini è a Catania. Oggi sarà nell'aula bunker Bicocca per la nuova udienza preliminare, la terza, del caso Gregoretti in cui è accusato di sequestro di persona e abuso di ufficio per aver bloccato per sei giorni 135 migranti nel Mediterraneo nel luglio 2019. Ma oggi a Catania ci saranno anche Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese, i ministri degli Esteri e dell'Interno riconfermati nel governo di Mario Draghi. Che ora si trovano quindi in maggioranza con il leader della Lega. "Spero che Di Maio ricordi, che non faccia come altri e che Lamorgese racconti come sono andate le cose. I fatti sono fatti che uno sia nella stessa maggioranza o no", ha detto ieri Salvini.

I rapporti con Di Maio e Lamorgese non sono dei migliori. Con il ministro degli Esteri e i Cinque Stelle lo scontro è tutto politico, dopo l'esperienza del governo gialloverde finita in rottura. Del resto non sono mancati i riferimenti pungenti da parte di Salvini che, auspicando che Di Maio si ricordi tutto quanto, ha alluso ai "non ricordo" pronunciati da Danilo Toninelli quando fu il suo turno ad essere ascoltato nei processi contro Salvini. E con Lamorgese forse le tensioni sono ancora più alte. Alla sua succeditrice Salvini addossa l'aumento degli sbarchi lungo le coste italiane e, soprattutto, la cancellazione dei decreti Sicurezza.

Ciò che Di Maio sarà chiamato a chiarire è se nel luglio 2019 la decisione di non far sbarcare immediatamente i migranti soccorsi dalla Gregoretti fu presa unicamente da Salvini o se fu condivisa dall'intero governo, il primo guidato da Giuseppe Conte. Lamorgese, invece, dovrà spiegare se la linea per cui prima del via libera allo sbarco si dovesse assicurare il ricollocamento delle persone salvate nel Mediterraneo fosse rimasta in eredità anche al Conte bis.

La gestione dei flussi migratori si preannuncia come problematica nel nuovo governo che vede Pd, M5s e Lega fianco a fianco. Draghi, nel suo discorso in Senato prima del voto di fiducia, ha ribadito che il punto fondamentale del dossier immigrazione dovrà essere una piena e condivisa risposta da parte dell'Unione europea. Draghi ha parlato di rimpatri e di ridistribuzione delle quote in Europa, due affermazioni a cui Salvini ha applaudito, ma allo stesso tempo ha sottolineato il pieno rispetto dei diritti dei rifugiati. E comunque, dovrà mettere d'accordo anche la linea di Pd e Leu, che hanno insistito (anche se con numerosi ritardi) alla cancellazione dei decreti Salvini e vedono nell'accoglienza uno dei principali terreni di scontro con la Lega.