Cos’è il bonus conversione GPL promesso dal governo e su quali auto si potrà usare

Negli ultimi anni il dibattito sui carburanti in Italia è cambiato profondamente. Tra le mancate promesse sulle accise, l'aumento dei prezzi alla pompa e la spinta verso l'elettrico, molti automobilisti si sono trovati in una sorta di limbo, alla ricerca di soluzioni concrete e sostenibili nel quotidiano. In questo contesto, il governo ha scelto di non dimenticare il GPL, annunciando nuovi incentivi per la conversione delle auto a benzina, e riconoscendogli un ruolo nella transizione energetica, soprattutto per chi oggi non può o non vuole passare all'auto elettrica. Dopo la rimodulazione delle accise sui carburanti, ben lontana dalla loro abolizione promessa in passato, l'esecutivo ha deciso così di puntare su una tecnologia già ampiamente collaudata: il gas di petrolio liquefatto, infatti, pur non essendo a emissioni zero, garantirebbe benefici ambientali rispetto a benzina e gasolio e rappresenterebbe una scelta economicamente più sostenibile per molte famiglie.
Cos'è il bonus conversione GPL
Il bonus conversione GPL è un incentivo pubblico pensato per sostenere la trasformazione delle auto già circolanti alimentate a benzina in veicoli a doppia alimentazione, benzina e GPL. Non si tratta di un contributo per l'acquisto di auto nuove, ma di un aiuto economico destinato a chi sceglie di installare un impianto GPL su un'auto già immatricolata, generalmente sotto forma di sconto applicato direttamente in fase di installazione, allungandone la vita utile e riducendo consumi ed emissioni rispetto alla sola alimentazione a benzina.
Incentivi certi per le trasformazioni
A confermare questa linea è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha annunciato uno stanziamento complessivo di 21 milioni di euro distribuiti in cinque anni per incentivare la trasformazione dei veicoli a gas. Si tratterebbe di risorse certe, ribadite anche durante l'ultimo incontro del "tavolo automotive" presso il Mimit. Guardando ai precedenti interventi, l'incentivo per la conversione a GPL potrebbe attestarsi intorno ai 400 euro per veicolo. Se così fosse, il contributo pubblico permetterebbe di trasformare oltre 52mila automobili, offrendo una seconda vita a modelli ancora pienamente utilizzabili.
Il nodo della platea: milioni di auto potenzialmente coinvolte
Secondo Assogasliquidi, l'intervento potrebbe essere ancora più efficace se esteso alle auto a benzina tra Euro 3 ed Euro 6, una fascia che rappresenta quasi 12,8 milioni di veicoli in circolazione; al momento, però, non è stato chiarito se il governo intenda accogliere questa proposta né quali saranno i criteri definitivi di accesso agli incentivi. Quel che appare ormai certo è che, pur parlando genericamente di "gas", le risorse saranno destinate quasi esclusivamente al GPL. Il motivo è semplice: il metano per autotrazione è ormai in forte declino. Nel 2025 le nuove immatricolazioni si contavano letteralmente sulle dita di una mano, mentre nel 2024 erano già scese a poco più di mille unità.
Un mercato ancora solido e ben radicato
Il GPL, al contrario, resta una realtà molto concreta. In Italia circolano ora come ora circa 3 milioni di veicoli alimentati a GPL, supportati da una rete capillare di 4.655 stazioni di servizio. A fine 2024 le immatricolazioni di auto a GPL hanno raggiunto il 9,2% del mercato, una quota solo leggermente inferiore a quella del diesel, segno di un interesse tutt'altro che marginale.