Con il voto a scrutinio segreto Montecitorio ha approvato un emendamento del leghista Pini con 264 voti favorevoli e 211 contrari, nonostante il parere negativo del Governo. Di Pietro parla di vendetta della casta contro i giudici mentre il Pd si scaglia contro il Pdl che aveva promesso di votare contro.

Il Governo a sorpresa è stato battuto oggi alla Camera su un emendamento al ddl comunitaria presentato dal leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati in caso di errori giudiziari. L'Esecutivo aveva espresso parere contrario per una materia oggetto di discussione per lungo tempo e che è molto delicata perché influisce sull'operato di un potere indipendente dello Stato quale la Magistratura. Alla vigilia della votazione però già c'erano stati segni di una possibile approvazione visto che era stato chiesto e ottenuto il voto a scrutinio segreto. L'emendamento leghista è stato approvato con 264 voti favorevoli contro 211 contrari evidenziando come una buona parte dei deputati abbia voluto il provvedimento che modifica la legge precedente sulla responsabilità civile per dolo o colpa.

UNA VENDETTA DELLA CASTA? – Dure critiche sono subito arrivate dal Pd e dall'Italia dei Valori. Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, parla di "vendetta e ammonimento della casta nei confronti dei magistrati”, che stanno portando alla luce il malaffare del Palazzo. Dario Franceschini, invece, se la prende con il Pdl. "Evidentemente su alcuni argomenti PdL e Lega si ricompattano" ha detto il capogruppo del Pd alla Camera ricordando che il Governo non aveva rimandato il voto per le rassicurazioni del Pdl che aveva annunciato di voler votare contro l'emendamento alla legge Comunitaria. Anche il segretario Bersani si è fatto sentire ribadendo che il colpevole è il Pdl che ha usato un vecchio trucco, "È inaccettabile" ha concluso il leader del Pd. I Democratici in ogni modo voteranno a favore della legge comunitaria anche se hanno chiesto al Governo di fare una modifica al Senato.

LA SEVERINO SPERA NEL SENATO – L'emendamento presentato da Pini prevede per chi "ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento di un magistrato", anche senza dolo e solo colpevolmente o "per diniego di giustizia o violazione manifesta" del diritto, possa fare causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. Una piccola riformulazione della materia esistente che rivoluzionerebbe tutto l'impianto giudiziario italiano con conseguenze non del tutto prevedibili. Anche l'onorevole e avvocato Buongiorno di Fli si è schierata contro il provvedimento che a suo giudizio rischierebbe di rendere "i magistrati terrorizzati nell'interpretare la legge" e che si ritroverebbero a "scrivere sentenze con mano tremolanti". L'emendamento ovviamente ancora non è applicabile perché in merito dovrà esprimersi anche il Senato, il Ministro della giustizia Severino che è proprio impegnata in una riforma della giustizia ha detto di confidare in una rilettura in seconda battuta perché "interventi spot su questa materia possono rendere poco armonioso il quadro complessivo".