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Giustizia, Ciriani giustifica Nordio: “L’elenco dei donatori per il No? L’ha chiesto un parlamentare”

Al question time il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani chiarisce che la lettera inviata all’Anm sui finanziamenti al Comitato per il No è stata assunta su impulso del ministro Nordio. Ciriani ha spiegato poi che la richiesta nasce da un’interrogazione parlamentare. Nel frattempo le opposizioni parlano di atto “irrituale” e di rischio intimidazione.
A cura di Francesca Moriero
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Durante il question time alla Camera, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha spiegato che la lettera inviata il 13 febbraio scorso dal capo di gabinetto Giusi Bartolozzi al presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati per chiedere la pubblicazione dei finanziamenti ricevuti dal Comitato per il No al referendum sulla giustizia "fa seguito a una interrogazione a risposta scritta presentata da un onorevole parlamentare".

Nell'interrogazione, ha spiegato Ciriani, si affermava che "l'Anm, per bocca del segretario generale, ha confermato di aver finanziato il Comitato Giusto dire No" e che "i magistrati in servizio iscritti all'Anm, attraverso i loro organi rappresentativi, promuovono, indirizzano e finanziano il Comitato attraverso le quote associative, e sono affiancati da soggetti privati che contribuiscono economicamente a pagare le iniziative". L'atto chiedeva quindi quali iniziative il Ministero della Giustizia, per quanto di competenza, intendesse intraprendere. "La Camera ha valutato di ammettere l'interrogazione, ritenendo sussistere il diritto del parlamentare ad avere una risposta dal Governo sulla questione", ha aggiunto Ciriani, precisando che, coerentemente con i regolamenti parlamentari, "al ministro interrogato spetta l'obbligo di rispondere" e che il primo passaggio della necessaria istruttoria era "verificare la sussistenza dei fatti riportati nell’atto in questione".

"Iniziativa su impulso del ministro"

Nel suo intervento, Ciriani ha poi precisato che il ministro "non ha richiesto al presidente dell'Anm di ricevere i dati", ma si è limitato a veicolare la richiesta del parlamentare, rimettendo ai soggetti interessati la valutazione sull'eventuale pubblicazione delle informazioni. Un altro messaggio politico rilevante è arrivato in chiusura: "ogni iniziativa del Ministero della Giustizia è stata assunta su esclusivo impulso del ministro stesso".

La replica del Pd: "Governo intimidatorio"

Nella replica, la deputata del Partito democratico Debora Serracchiani ha contestato la legittimità dell'iniziativa, definendo la lettera "del tutto irrituale". Secondo Serracchiani, una richiesta di questo tipo non potrebbe essere inoltrata perché riguarderebbe dati di privati cittadini che non sarebbero pubblicabili. "Nella lettera", ha sottolineato la parlamentare dem, "si chiede anche di sapere quanto versato. Dopo la schedatura dei professori di sinistra, il governo vuole anche la schedatura di chi vota no al Referendum. È una vera intimidazione attraverso la creazione di una lista di proscrizione dei magistrati e dei cittadini. Ma i cittadini italiani ci tengono alla loro Costituzione, perché è stata il loro ombrello sotto il quale si sono riparati per 80 anni e la difenderanno votando No", ha concluso.

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