Un corso di laurea per accedere direttamente alla pubblica amministrazione. Con l’obiettivo di inserire nella Pa giovani di “25-26 anni”. È l’obiettivo che si è prefissata il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, annunciando questa novità a cui sta lavorando insieme al ministro dell’Istruzione e che potrebbe essere introdotta già da giugno con un apposito provvedimento. Bongiorno aveva già annunciato ieri, in un’intervista all’Agi, le sue intenzioni. E oggi le ha ribadite intervenendo a Tagadà, su La 7. “Vedo che ci sono troppi giovani che quando escono dall’università non sanno cosa devono fare e poi questo concorso nella Pa lo fanno spesso tardi, anche perché fino era tutto bloccato, io sto sbloccando il turn over”, è la premessa del ministro.

Bongiorno spiega che sta mettendo in campoinsieme a Guido Guidesi e al ministro dell’Istruzione Bussetti” una “cosa a cui tengo enormemente: la possibilità di un corso di laurea che permetta l’immediato accesso alla pubblicazione amministrazione” a ragazzi a ragazze. Il ministro evidenzia come funzionerebbe questo sistema: “A 18 anni si esce dalla scuola: se il giovane decide di investire la sua vita nella Pa, fa un concorso adatto a un diciottenne ed entra nella facoltà in cui si specializza in pubblica amministrazione”. Poi “il concorso glielo faccio il quarto anno, così faccio entrare nella Pa gente di 25-26 anni”. Questa proposta verrà inserita in un nuovo disegno di legge “che presenteremo entro giugno”, assicura ancora il ministro.

Nell’intervista di ieri rilasciata all’Agi, Bongiorno aveva già spiegato le sue intenzioni. “Voglio offrire certezze – ha affermato -. Spesso i giovani rinunciano a entrare nel pubblico perché non si sa se e quando saranno banditi i concorsi, e questo nuoce sia a loro sia alla Pa. Con il ministro Bussetti e il sottosegretario Guidesi stiamo lavorando all'istituzione di un nuovo corso di laurea, con accesso alla Pa in tempi certi. E, ancora, voglio concorsi organizzati su base territoriale che, favorendo il reclutamento dei candidati da parte delle amministrazioni ubicate nelle regioni o nelle province indicate nel bando e consentendo di conoscere in anticipo le potenziali sedi di destinazione, mettano un freno al fenomeno della migrazione. Infine, un tema cruciale che potrebbe rappresentare la svolta per la Pa: la riforma della dirigenza, cambiando il vecchio sistema in base al quale si fa carriera indipendentemente dal merito. Per la prima volta, i dirigenti saranno valutati da soggetti esterni alla Pa. Basta, insomma, con gli obiettivi ‘fai-da-te' e le autovalutazioni”.