La Fondazione Gimbe ha fatto una previsione sulla circolazione del virus mettendola in relazione con l'avanzamento della campagna vaccinale. Ha elaborato quindi un piano per la gestione 2021 della pandemia. In questo momento la copertura è fortemente condizionata, spiega Gimbe nel suo monitoraggio settimanale, dai vaccini anti Covid che sono in questo momento disponibili, e cioè Pfizer-BioNTech e Moderna, dei quali secondo gli accordi sono attese in Italia 102,3 milioni di dosi, anche se le tempistiche di consegna sono certe solo per circa 37 milioni di dosi (10 entro marzo, 12,8 entro giugno e 14,8 entro settembre). A questi si aggiungerebbero ulteriori 40,3 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca entro giugno, in caso di via libera dall’EMA, attesa per il 29 gennaio. Ieri poi il ministro della Salute Speranza ha detto che entro il primo trimestre del 2021 potrebbe arrivare anche il vaccino Johnson & Johnson, che però è ancora in fase di sperimentazione.

"A quasi un anno dallo scoppio della pandemia nel nostro Paese – dichiara il Presidente Nino Cartabellotta – non possiamo più permetterci di inseguire affannosamente il virus. Considerato che le prossime settimane saranno cruciali per il controllo della pandemia nell’intero 2021, sulla base delle migliori evidenze scientifiche, la Fondazione Gimbe sta elaborando una proposta per la gestione 2021 della pandemia, integrata con le certezze/incertezze del piano vaccinale". Le linee generali del piano prevedono il monitoraggio continuo di cinque variabili che condizionano il controllo della pandemia: circolazione del SARS-CoV-2, impatto della COVID-19, copertura vaccinale, obiettivo strategico di contrasto alla pandemia. Vediamolo nel dettaglio.

Lo scenario dei prossimi mesi

Secondo lo studio, stimando una copertura vaccinale tra l'8 e il 22% nel primo trimestre nel 2021, calcolando i vaccini già approvati (Pfizer-BioNTech e Moderna) e quello in via di approvazione (AstraZeneca), si prevede ancora un'elevata circolazione del virus (incidenza di nuovi casi per 100.000 abitanti), con un altrettanto elevato impatto della Covid-19 sui servizi sanitari, sulla prognosi della malattia (aggravamenti, decessi) e sulla riduzione dell’assistenza per pazienti non COVID-19. In uno scenario come questo, considerando come target l'eliminazione del virus, si dovrà agore con una strategia di ‘soppressione', cioè l'introduzione di misure progressivamente più stringenti all’aumentare dei casi, con l’obiettivo di appiattire la curva epidemica. Come esempio la Fondazione cita il lockdown di marzo.

Un approccio di questo tipo mira quindi a "ridurre in modo rilevante i casi attualmente positivi e appiattire la curva epidemica", dice Renata Gili, Responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe. In questo modo, man mano che si va verso l'estate, con il progressivo aumento delle coperture vaccinali, la minore circolazione del SARS-CoV-2 permetterebbe verso luglio-agosto la ripresa di un’efficiente attività di tracciamento, con l'obiettivo dell'eliminazione del virus.

Una copertura tra il 19 e il 53% tra aprile e giugno permetterebbe infatti una strategia di ‘mitigazione', con misure progressivamente più stringenti all’aumentare dei casi, ma meno incisive rispetto alla soppressione e finalizzate a flettere la curva epidemica per limitare il sovraccarico dei servizi sanitari. Un modello analogo a quanto abbiamo visto con la gestione della seconda ondata. In questo modo si prevede una circolazione del virus e un impatto di livello ‘intermedio'.

Se tra luglio e settembre ci sarà una copertura vaccinale tra il 32-65% Gimbe prevede una strategia di ‘eliminazione', ovvero un'azione di contrasto che interrompa la catena di trasmissione del virus, con azioni tempestive e incisive in caso di individuazione di nuovi focolai, attraverso un efficiente sistema di testing & tracing e l’isolamento non più fiduciario ma controllato, oltre alle misure individuali, sulla scia di quanto accaduto in Cina e Hong Kong, ma anche in Corea del Sud, Taiwan, Australia, Nuova Zelanda. In questo modo di otterrà secondo l'analisi una circolazione bassa, e un altrettanto basso impatto dell'infezione.

A quel punto tra ottobre e dicembre, con una copertura vaccinale oltre il 70%, continuando le modalità di risposta intraprese in estate per contrastare l'emergenza, si arriverà a una circolazione bassa del virus e a un impatto della malattia minimo.

Il monitoraggio settimanale Gimbe

Per quanto riguarda invece il monitoraggio settimanale indipendente effettuato dal Fondazione Gimbe, analizzando la settimana 6-12 gennaio 2021, si registra l’incremento dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente (121.644 vs 114.132), a fronte di un lieve calo del rapporto positivi/casi testati (29,5% vs 30,4%).

Stabili i casi attualmente positivi (570.040 vs 569.161) e, sul fronte ospedaliero si evidenzia una lieve risalita dei ricoverati con sintomi (23.712 vs 23.395) e delle terapie intensive (2.636 vs 2.569); ancora in aumento i decessi (3.490 vs 3.300).

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

Decessi: 3.490 (+5,8%)

Terapia intensiva: +67 (+2,6%)

Ricoverati con sintomi: +317 (+3,4%)

Nuovi casi: 121.644 (+6,6%)

Casi attualmente positivi: +879 (+0,2%)

Casi testati +36.433 (+9,7%)

Tamponi totali: +89.492 (+10%)

"I dati – spiega Nino Cartabellotta – confermano la lenta risalita dei nuovi casi settimanali e, sul versante ospedaliero, il costante aumento di ricoveri e terapie intensive, dove l’occupazione da parte di pazienti COVID supera in 10 Regioni la soglia del 40% in area medica e quella del 30% delle terapie intensiva".