Forza Italia vuole punire i magistrati che dicono la loro in tv: sanzioni disciplinari se non sono imparziali

Sanzioni disciplinari per i magistrati che vanno in tv o a convegni e si espongono pubblicamente. È quanto previsto da un emendamento di Forza Italia al decreto Pnrr, che attualmente si trova in discussione in Commissione bilancio alla Camera. La proposta, firmata dai tre deputati, Mauro D'Attis, Francesco Cannizzaro e Andrea Gentile, è già stata dichiarata inammissibile ma gli azzurri puntano a riproporla in qualche altro provvedimento non appena ci sarà occasione.
Cosa dice l'emendamento di FI per colpire i magistrati che vanno in tv
Nello specifico, la norma interviene sul decreto legislativo che disciplina la materia relativa agli illeciti dei magistrati, il decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109 e prevede ulteriori sanzioni per le toghe che non appaiono imparziali anche fuori dall'esercizio delle proprie funzioni. Un implicito riferimento a tutta quella schiera di pm e giudici che in queste settimane sono scesi in campo contro la riforma della giustizia, presenziando ad eventi pubblici o come ospiti di talk in tv.
La proposta infatti, così com'è formulata appare piuttosto generica, aprendo alla possibilità di sanzionare i magistrati solo per il fatto di aver detto la loro pubblicamente. Precisamente, l'emendamento azzurro recita: "Il magistrato, anche fuori dall'esercizio delle proprie funzioni, non deve tenere comportamenti, ancorché legittimi, che compromettano la credibilità personale, il prestigio e il decoro del magistrato o il prestigio dell'istituzione giudiziaria".
Si tratterebbe di un'aggiunta rispetto a quanto previsto dall'articolo 1 del d.lgs sui "doveri del magistrato", che impone a giudici e pm di svolgere "le funzioni attribuitegli con imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo e equilibrio" e di rispettare "la dignità della persona nell'esercizio delle funzioni".
La norma, che secondo quanto racconta il Fatto quotidiano sarebbe già stata soprannominata anti-Gratteri, vuole estendere tale obbligo anche alle attività extra giudiziali, come appunto le ospitate televisive, i convegni, i dibattiti o qualsiasi altra occasione in cui esporsi pubblicamente. Gli azzurri inoltre, chiedono di punire "ogni altro comportamento tale da compromettere l'indipendenza, la terzietà e l'imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell'apparenza". Pm e giudici che partecipano ad eventi pubblici – sostengono – dovranno apparire imparziali se non vogliono incorrere in sanzioni disciplinari.
L'emendamento, totalmente estraneo alle materie coperte dal decreto Pnrr, ha già incassato il giudizio di inammissibilità. Insomma per gli azzurri nulla da fare, quantomeno per ora: il partito del ministro Nordio non intende retrocedere.