Polemiche alla cerimonia per il Giorno del Ricordo, celebrata alla Foiba di Basovizza. I parlamentari del Partito democratico presenti alla manifestazione hanno abbandonato la commemorazione in segno di protesta, dopo due interventi considerati "irrituali", quello di Massimiliano Fedriga, il presidente leghista del Friuli Venezia Giulia, e il senatore forzista Maurizio Gasparri, presente in quanto "rappresentante del Senato". La parlamentare dem, Debora Serrachiani, ha accusato: "Foiba Basovizza ormai è il palcoscenico della destra sovranista".

Gasparri, da parte sua, ha replicato che il suo intervento è stato puramente istituzionale: "Ho parlato com rappresentante dello Stato e ho citato anche le parole del Capo dello Stato, Mattarella. Tutti gli interventi sono stati ascoltati e apprezzati dal pubblico, con un consenso chiaro. Se poi a Debora Serracchiani non è piaciuta la manifestazione è un problema suo". Forza Italia ha precisato che sarebbe stata direttamente la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, a chiedere a Gasparri di presenziare alla cerimonia come rappresentante di Palazzo Madama. Il mandato sarebbe stato affidato proprio a Gasparri per il suo ruolo di presidente di giunta per le immunità, anche se tradizionalmente quando il presidente del Senato è impossibilitato a svolgere le funzioni di rappresentanza delega il suo vice, e non un presidente di giunta.

Serrachiani ha poi aggiunto: "Il nostro impegno è sempre maggiore affinché questo giorno sia una solennità in cui si condivide pietà e giustizia e non un’occasione per spingersi in prima fila alla ricerca delle telecamere. Come sempre da anni, il Partito democratico è presente a rendere omaggio alle vittime e agli Esuli dell’Istria, Fiume e Dalmazia. Abbiamo partecipato al percorso che ha portato alla legge del 2004 e oggi testimoniamo la stessa convinta adesione ai principi che vi sono inscritti". Oltre a Serrachiani eran presenti i colleghi di partito, senatori Luigi Zanda e Tatjana Rojc, il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo e la segretaria di Trieste Laura Famulari.

Prima di Gasparri, come detto, è intervenuto anche il governatore della Regione: "Per troppo tempo è stata negata la sofferenza degli italiani di quest’area, che hanno visto morte e sofferenza. Non devono più essere erogati fondi pubblici ad associazioni che negano il sangue e la morte di questa gente, della nostra gente". Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito la tragedia delle foibe una "sciagura alla quale non fu dato il dovuto rilievo", mentre la presidente Casellati ha affermato che il ricordo di questo capitolo della storia del nostro Paese "è un imperativo morale e un insegnamento fondamentale da trasmettere alle nuove generazioni. Per troppi anni su questo dramma c’è stata una sorta di guerra civile culturale che ha dato vita ad un negazionismo antistorico, anti-italiano e anti-umano. È proprio sulla memoria delle tragedie dello scorso secolo che si basano e trovano forza e legittimazione le nostre istituzioni repubblicane, vero baluardo democratico rispetto al rischio che l’odio o le discriminazioni razziali possano tornare".