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Morte di Silvio Berlusconi

Eredità di Berlusconi, c’è la firma dei cinque figli: come si divideranno il patrimonio adesso

I cinque figli di Silvio Berlusconi hanno firmato l’accettazione della sua eredità. Da fonti vicine alla famiglia è emerso come si divideranno le azioni e il controllo di Fininvest, ma anche tutte le altre proprietà, come ville e barche. Risolta anche la questione dei lasciti a Marta Fascina, Paolo Berlusconi e Marcello Dell’Utri.
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A cura di Luca Pons
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Morte di Silvio Berlusconi

È arrivata ufficialmente la firma dei cinque figli di Silvio Berlusconi – Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi – sull'accettazione del testamento del padre. L'eredità verrà quindi divisa secondo le volontà indicate dall'ex presidente del Consiglio, che i figli hanno accettato senza beneficio d'inventario.

I cinque, con una nota inviata dalla più grande, Marina, hanno detto di "aver accettato l'eredità del loro padre, interpretandone le ultime volontà in totale armonia per onorarne la memoria con profonda gratitudine, ispirandosi alla sua immensa generosità". Alcune fonti vicino alla famiglia hanno riportato che i tre fratelli più giovani non si sono opposti al fatto che la gestione di Fininvest passi ai due maggiori, perché i loro interessi in ogni caso sono rivolti altrove.

Come sarà divisa Fininvest tra i cinque figli di Silvio Berlusconi

"Marina e Pier Silvio Berlusconi assumono congiuntamente il controllo indiretto su Fininvest spa, assicurandone con chiarezza la stabilità e la continuità gestionale", ha scritto la figlia più grande di Silvio Berlusconi nella stessa nota. Secondo fonti d'agenzia che hanno preso visione del dossier, l'accordo tra i cinque figli si è concentrato soprattutto sulla gestione delle azioni di Fininvest.

A quanto risulta, è stato stipulato un patto parasociale (cioè stretto tra persone che fanno parte della stessa società) che ha anche una cosiddetta clausola di lock-up. In sostanza, questo significa che nessuno dei fratelli per i prossimi cinque anni potrà vendere le quote che possiede nelle rispettive holding, e quindi in Fininvest.

La situazione è quindi questa: grazie alla loro partecipazione in varie holding (Italiana I, II, III e VIII), Marina e Pier Silvio avranno ciascuno il 26% di Fininvest. Insieme arriveranno al 52% e perciò al controllo della maggioranza. Gli altri tre figli Barbara, Eleonora e Luigi invece deterranno ciascuno il 16% di Fininvest, che sommato porta al 48%.

Nelle prossime settimane, tutte le holding interessate saranno convocate per delle assemblee straordinarie che modifichino gli statuti prendano atto di queste novità. Concretamente questo potrebbe portare a dare delle garanzie più forti agli azionisti di maggioranza (cioè i tre fratelli minori), che potrebbero essere più rappresentati nel consiglio d'amministrazione di Fininvest rispetto a quanto avvenisse in passato. La previsione è che i tre fratelli esprimeranno tre consiglieri, in Cda composto da 15 persone invece che 12 come in passato.

Chi pagherà i lasciti a Marta Fascina, Paolo Berlusconi e Marcello Dell'Utri

C'è poi la questione dei lasciti: 100 milioni di euro a Marta Fascina e a Paolo Berlusconi e 30 milioni di euro a Marcello Dell'Utri, per un totale di 230 milioni di euro da versare. A quanto risulta, alla fine il figlio minore Luigi non approfitterà del cavillo legale che gli avrebbe permesso di non prendere parte a questo versamento: infatti, nel documento scritto a mano da Silvio Berlusconi che prevedeva il lascito di questi 230 milioni di euro, Luigi non era citato affatto. Secondo Paolo D'Agostino, avvocato esperto di successioni consultato da Fanpage.it, questo gli avrebbe permesso di tirarsi fuori dal pagamento.

Secondo fonti d'agenzia, invece, tutti e cinque i figli pagheranno seguendo la stessa ripartizione che c'è stata per tutto il resto del patrimonio. Marina e Pier Silvio ne pagheranno la parte principale, circa il 26% a testa (65 milioni di euro), mentre gli altri e tre verseranno il 16% della cifra (40 milioni di euro) ciascuno.

Cosa succede alle ville e agli altri beni di Berlusconi

Infine, il capitolo proprietà: ville, barche, opere d'arte e il resto del patrimonio enorme lasciato da Silvio Berlusconi al di là delle azioni finanziarie. A quanto risulta, su tutte le proprietà varrà un regime di comunione (simile a quello di una coppia che si sposa, ma applicato ai cinque fratelli) per almeno cinque anni. Rimandata, quindi, la questione di chi si prenderà quale abitazione.

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