Il leader della Lega, Matteo Salvini, lancia la campagna elettorale di Lucia Borgonzoni in vista delle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna, previste per gennaio. E lo fa dal Paladozza di Bologna, mentre in città – nella centralissima piazza Maggiore – migliaia di persone si sono riunite per la manifestazione delle ‘sardine’ contro la convention della Lega. Salvini chiude l’evento di questa sera, parlando dal palco del Paladozza e lanciando la battaglia sua e del centrodestra a guida leghista alla conquista della Regione: “La storia della Lega insegna: più negate la realtà più la realtà viene a galla”.

Salvini parla innanzitutto dell’Emilia Romagna: "Viva Bologna, viva l’Emilia e viva la Romagna. Non ho niente da insegnare a bolognesi, emiliani e romagnoli, ho tanto da imparare da loro. Prima proviamo vincere a Bologna e poi proviamo a vincere a Firenze, non meritano di essere ostaggi di una casta di potere. Io sogno una Emilia Romagna più bella, più ricca, più felice e più sicura e chiedo a tutti voi di avere questo sogno, questa lucida follia, questa volontà dei giusti: uomini liberi e giusti. Amici di tutti, servi di nessuno”. Tutto al grido di "libertà", quella che Salvini invoca per la Regione.

Salvini non risparmia un attacco al governo: “Noi ce la stiamo mettendo tutta per limitare i danni di questa banda di incapaci provvisoriamente al governo, per un tempo che mi auguro limitato. Partoriscono nuove leggi e nuove tasse. Tacito diceva che moltissime sono le leggi quando lo Stato è corretto. Pensiamo alle complicazioni che stanno facendo scappare le imprese dall’Italia, con un governo nemico del popolo italiano, pericoloso per i nostri figli”.

Il leader leghista tira in ballo anche Liliana Segre, per attaccare però i suoi contestatori: “Senza l’ipocrisia di quelli che tirano in ballo Liliana Segre e poi vanno in piazza e bruciano le bandiere di Israele, un popolo che fino a stamattina ha vissuto sotto le bombe dei terroristi islamici. Giù le mani da Israele. Se ci sono rimasti squadristi in giro per questo Paese non sono in questo palazzetto ma sono quelli fuori che vogliono impedire l’esercizio della democrazia e della libertà di parola, sono squadristi rossi”. Infine Salvini cita Oriana Fallaci che “parlava di nazismo islamico” e a cui oggi “bisognerebbe chiedere scusa”.