Elezioni 2026, dove e quando si vota per referendum e comunali: le tornate elettorali in programma

Il 2026 è l'ultimo anno prima delle elezioni politiche, che a meno di sorprese si terranno nel 2027, probabilmente prima dell'estate. L'appuntamento più importante in programma al momento è quello del referendum sulla riforma della giustizia: la data fissata è domenica 22 e lunedì 23 marzo, anche se alcune decisioni giudiziarie potrebbero ancora farla slittare.
Non ci saranno elezioni regionali. Si voterà per il Parlamento, ma solo in Veneto, dove due circoscrizioni dovranno svolgere delle elezioni suppletive; e sono in programma le comunali in diversi capoluoghi. Probabilmente non saranno queste le prime occasioni per usare la nuova tessera elettorale digitale, che per il momento è annunciata ma non ancora approvata. Prima di farla effettivamente entrare in vigore solamente serviranno dei decreti specifici che ne regolino il funzionamento.
Referendum giustizia 2026, quando si vota
La riforma della giustizia che contiene, tra le altre cose, la separazione delle carriere dei magistrati andrà a referendum. Questo è il voto su cui ora centrodestra e opposizione si stanno concentrando di più. C'è già una data ufficiale: domenica 22 e lunedì 23 marzo. Anche se il Tar, con una decisione attesa nelle prossime settimane, potrebbe obbligare a farla slittare più avanti.
Il referendum sarà costituzionale, e non abrogativo. Questo per gli elettori significa una differenza fondamentale: non ci sarà il quorum. Non importa quante persone andranno a votare, il risultato sarà comunque valido. Se ci saranno più Sì (come è al momento, stando ai sondaggi) la riforma passerà, se ci saranno più No sarà bocciata, a prescindere da quante persone sono andate effettivamente a votare.
Due parlamentari da eleggere in Veneto
Nelle stesse date del referendum, alcuni cittadini veneti saranno chiamati anche a eleggere dei parlamentari con le cosiddette elezioni suppletive. Si tratta degli elettori dei collegi uninominali di Rovigo e di Selvazzano Dentro, nell'ottava circoscrizione Veneto 2.
Il motivo è che due deputati leghisti hanno dato le dimissioni dalla Camera: Alberto Stefani, eletto presidente del Veneto a novembre, e Massimo Bitonci, già sottsegretario al ministero delle Imprese, che ha lasciato il suo ruolo e il suo seggio a Montecitorio per diventare assessore alle Imprese in Veneto.
Elezioni comunali 2026, dove si vota e quando
Non sono in programma elezioni regionali quest'anno, dato che la prossima Regione che andrà al voto è la Sicilia, nel 2027. Ci sono diversi Comuni, però, che saranno chiamati alle urne. In particolare, tutti quelli che votarono sindaci e Consigli comunali nella seconda metà del 2020 a causa della pandemia da Covid. Non c'è ancora una data specifica, ma le elezioni dovrebbero tenersi in primavera.
Sono tre i capoluoghi che dovranno scegliere nuovi sindaci, e tra questi due sono capoluoghi di Regione. In Toscana si voterà a Pistoia. In Veneto, a Venezia. In Calabria, a Reggio Calabria.
A Venezia terminerà l'ultimo mandato del sindaco di centrodestra Luigi Brugnaro, coinvolto in più di un caso giudiziario su cui si attende la decisione riguardante il rinvio a giudizio. Brugnaro non potrà ricandidarsi, e non è ancora deciso ufficialmente chi saranno i candidati delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra.
A Reggio Calabria il sindaco uscente è Giuseppe Falcomatà (Pd). Anche in questo caso, raggiunto il limite dei due mandati Falcomatà non potrà ripresentarsi. E anche in questo caso non c'è ufficialità sui nomi dei candidati.
Le elezioni in programma nel 2027
Come visto, il 2026 sarà un anno piuttosto ‘leggero' per quanto riguarda le elezioni. Superato il referendum a marzo i partiti si concentreranno sul principale obiettivo: le elezioni politiche del prossimo anno. Considerate particolarmente significative perché il Parlamento che ne uscirà dovrà eleggere il nuovo presidente della Repubblica, nel 2029, dopo quattordici anni di Sergio Mattarella al Quirinale.
Non si sa ancora quando si voterà per Camera e Senato. Tecnicamente la legislatura finirà a settembre, il mese in cui si votò nel 2022. Ma allora si trattò di un'eccezione, dovuta alla caduta anticipata del governo Draghi.
Normalmente, le forze politiche cercano di evitare che la maggior parte della campagna elettorale si svolga d'estate, quando l'attenzione dei cittadini nei confronti della politica si abbassa. Il governo quindi potrebbe scegliere di anticipare il voto alla primavera del 2027, anche se non c'è ancora nessuna conferma in merito, che il governo.